Foto Alpi

Foto Trekking

Foto Grandi salite

Cerca la montagna

Cartoline d'epoca

Visitors Counter

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterToday130
mod_vvisit_counterYesterday121
mod_vvisit_counterThis week799
mod_vvisit_counterThis month3183
mod_vvisit_counterAll297504

Banner Altervista

Fotografie: Alpi Giulie,monte Rombon|Grande Guerra|Canin|Sentiero dell'Aquila|Veliki Vrh|Čukla

ALPI GIULIE - Gruppo CANIN - Salita sul monte CANIN 2.587 m. Il monte Canin

Album di fotografie e descrizione dell'itinerario della salita al monte Canin (Kanin in sloveno) nelle Alpi Giulie. E' la cima principale del Gruppo del Canin. Il massiccio segna il confine tra Italia e Slovenia, è costituito da un vasto altipiano calcareo, con al centro una cresta di vette, lunga diversi chilometri, di cui il monte Canin è il punto culminante. L'itinerario proposto è una lunga escursione ad anello con partenza/arrivo dal rifugio Gilberti, con salita dal versante settentrionale italiano (ferrata Julia) e discesa sul versante meridionale sloveno.

    ACCESSO - Punto di partenza dell'escursione è la località turistica di Sella Nevea 1.122 m. Si raggiunge, dalla cittadina di Tarvisio (UD) attraverso la Val Rio del Lago oppure, da sud, dal paese di Chiusaforte (UD) risalendo la Val Raccolana (autostrada Alpe-Adria (A23), uscita Carnia, e successivamente statale 13).    

    ITINERARIO: SALITA, versante nord italiano - Raggiunta Sella Nevea, si sale al rifugio Gilberti 1.850 m. Si può scegliere se prendere la nuova telecabina o salire a piedi, con un supplemento di due ore e 730 metri di dislivello. (Consigliamo la telecabina vista la lunghezza dell'escursione). Dal rifugio si scende leggermente per  prendere a destra il sentiero (CAI N°632) che risale il ripido pendio erboso in direzione Sella Bila Pec 2.005 m.. Raggiunta quest'ultima (resti di una casermetta militare della Prima Guerra Mondiale 1915-18, il sentiero prosegue verso sinistra attraverso un immenso altopiano, caratterizzato da fenomeni carsici, quali: solchi, scanalature, cavità, inghiottitoi ed abissi, dove però la natura riesce comunque a vincere, con la fioritura di una moltitudine di papaveri delle Alpi Giulie (i famosi "Papaver julicum"). Scavato in alcuni punti nella roccia, il sentiero supera alcune dorsali friabili, fino ad un bivio, alla base di un colatoio detritico. Si devia a sx per seguire una traccia di sentiero in salita, (segni sbiaditi) si superano alcuni gradoni e ripidi lastroni giungendo ad un terrazzo ghiaioso. Qui si trovano diversi pozzi pieni di ghiaccio, si continua a seguire gli ometti, poichè l'itinerario in questo labirinto calcaree non è semplice. Si raggiunge l'ampio circo  roccioso che una volta conteneva il ghiacciaio e che oggi quasi non esiste più. Si continua in salita, si attraversa una piccola lingua ghiacciata e si punta in direzione del canale ghiacciato tra i monti Ursic e Canin. A destra del canale si raggiunge la prima placca rocciosa dell'attacco della ferrata Julia. La paretina, particolarmente liscia e ripida lavorata per millenni dal ghiaccio, che si è ritirato molto più in basso, è stato per qualche tempo un bel problema, negli ultimi anni una bella catena aiuta a superare questa prima difficoltà. Croce di vetta Monte CaninSi prosegue su ripide placche (25 m di II° grado) con il sostegno di pioli e cavo metallico fino ad un pendio detritico dove si tira il fiato. La ferrata verticale ed esposta (pericolo caduta sassi), continua su roccette articolate e camini sempre con l'aiuto delle attrezzature artificiali, cavo, pioli e staffe, continue ed ottimamente predisposte. Superato uno sperone di roccia, l'inclinazione della ferrata aumenta leggermente, ma sono le ultime difficoltà prima di uscire sulla cresta sommitale 2.527 m. (Kaninska Škrbina). Alcuni bollini rossi e bianchi conducono a dx. sulla traccia che velocemente raggiunge la cima del monte Canin 2.587 m. Il colpo d'occhio a 360° gradi e magnifico, spazia  su tutte le Alpi Giulie dal Jôf di Montasio, il gruppo dello Jôf Fuart, la Madre dei Camosci, il Mangart, lo Jalovec, il lontano Triglav, e naturalmente tutte le cime della catena del Canin.

DISCESA, versante sud Alta Via Slovena - Si ritorna in breve alla forcella dove esce la ferrata Julia (Kaninska Škrbina), per proseguire lungo il versante meridionale. La traccia corre su un'affilata ed aerea cresta, con impressionanti vedute sui precipizi a nord, la sensazione di vuoto è notevole. I punti più esposti sono attrezzati con cavo metallico. Si supera la deviazione (sx) per la discesa con la ferrata delle Cenge (via con attrezzature soltanto nei punti più estremi, molto esposta!). Si continua dritti sulla cresta, superato il castello roccioso del monte Ursic (Sr Vršič) si prosegue con alcune ripide discese, sempre ottimamente attrezzate, fino a raggiungere un ghiaione ai piedi del filo di cresta del Canin. Da questo punto le difficoltà terminano ed inizia la traversata del Dolgi Prodi un bel percorso panoramico verso l'infinito mare di roccia dell'altopiano Kaninski podi. Raggiunta la base del monte Cima Lunga (Hudi Vršič) c'è la possibilità di scendere verso il rifugio Dom Petra Skalarja 2.268 m. Si continua dritti sulla traccia verso il più bel spettacolo del Canin: la finestra naturale del monte Forato (Prestreljenikovo Okno), un breve ripido ghiaione ed un saltino roccioso attrezzato consentono di salire all'interno dell'incredibile grande Foro. Emozionante affacciarsi sul lato opposto per ammirare il Piano del Prevala. Rientrati sulla traccia principale si continua in direzione della Sella del Forato (Skrbina Pod) 2.292 m. (arrivo seggiovia slovena) proprio ai piedi della cima del monte Forato ( Prestreljenik) 2.498 m. Con una deviazione di circa un'ora (and./rit.) si può salire la seconda vetta del Canin. Dalla Sella una veloce discesa, sul pendio sconvolto dalla pista di sci, conduce alla Sella Prevala e di seguito, rientrati in Italia,  sempre in discesa (CAI N°636) nuovamente al rifugio Gilberti 1.850 m.

    DIFFICOLTA' - La ferrata Julia per l' impegno tecnico richiesto è considerata "difficile", è consigliata solo ad escursionisti esperti, inoltre, sul tracciato praticamente verticale e molto esposto, incombe un forte pericolo di caduta sassi. Note positive: la ferrata è breve (un'ora) ed il cavo è continuo. L'escursione ad anello è lunga (sette/otto ore) e faticosa. Per questi motivi è indicata ad alpinisti con una buona condizione fisica. Anche per l'Alta Via Slovena è richiesto un passo sicuro. N.B. La salita dal versante sloveno con la vecchia ovovia da Bovec è impossibile, causa guasto dell'impianto. (dal 2013)

     NOTE - L'itinerario è molto bello, panoramico, interessante per i fenomeni di carsismo e per la presenza di una ricca varietà di flora e fauna, inoltre, la possibilità con piccole deviazioni, di salire il "Foro" e la cima del monte Forato consiglia di effettuarla con i tempi giusti, senza correre, con l'assillo di perdere l'ultima telecabina per scendere a valle. Si consiglia pertanto di rientrare con calma al rifugio Gilberti, pernottare, e l'indomani (se le forze lo consentono) visitare il resto della catena del Canin con l'escursione al monte Rombon.

 Vai alla galleria di fotografie:

Salita con la ferrata Julia al monte CANIN 

Ascesa del monte Canin con itinerario ad anello: salita dal versante italiano (ferrata Julia) - discesa Via slovena (Dolgi Prodi-Sella Prevala)

-
Tempo salita:   3,00 h. - 3,30 h.    -
Tempo discesa:   4,00 h. - 4,30 h.   -
Dislivello salita: 800 m. -
Dislivello discesa: 800 m. -
Note: Molto faticoso -
Sviluppo: 16 km. -
Difficoltà: EEA (difficoltà)

Il versante nord del Canin dove sale la ferrata Julia Il versante nord del Canin dove sale la ferrata Julia

Cartografia Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 027 Canin -Valle di Resia 
-

BREVI NOTE STORICHE 

  I primi salitori del monte Canin furono i valigiani della Val Resia all'inizio dell'Ottocento.

  Ufficialmente la prima ascensione venne compiuta il 7 settembre 1874 da Hocke con la guida resiana  Siega.

La nuova ferrata Julia segue la via originale aperta nel settembre 1903 da Julius Kugy e J. Komac durante la loro prima ascensione al Monte Canin. 

Nel 1963 l' itinerario fu attrezzato dagli alpini della "Julia"  

Papavero delle Alpi Giulie "Papaver julicum" - Papavero delle Alpi Giulie "Papaver julicum"