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Fotografie trekking alpinistico Bernina|Rifugio Marco e Rosa|Bellavista

  Trekking del GRUPPO del BERNINASalita sulla Terrazza del Bellavista

Album di fotografie del trekking alpinistico nel Gruppo del Bernina. Il massiccio montuoso si pone al confine tra l'Italia e la Svizzera, a cavallo tra la Valmalenco e l'Engadina, culmina con il Pizzo Bernina 4.049 m., l'unico quattromila delle Alpi Orientali (criterio SOIUSA). Il trekking si svolge in alta quota, con un lungo percorso ad anello. Consente d'ammirare tutti i versanti della cima principale e di conoscere le altre vette del gruppo, quali: Piz Palù, Pizzo Roseg, Piz Morteratsch ed i Pizzi del Bellavista. Il Gruppo del Bernina è impegnativo, i ghiacciai, a causa del loro inesorabile ritiro, sono ricchi di insidiosi crepacci e seracchi, le creste e le pareti rocciose sono discretamente esposte ed inoltre, sulle infinite pietraie e morene d'avvicinamento, le tracce e gli ometti di pietra sono sempre più rari.  Un classico esempio dell'aumento delle difficoltà in questi ultimi anni,  è la salita finale al rifugio Marco e Rosa, che oggi presenta un faticoso e complicato percorso su misto ghiaccio/roccia. Per questi motivi l'itinerario è consigliato ad alpinisti esperti e ben allenati. -  Breve descrizione e commento del Trekking:Il Piz Bernina e il ghiacciaio del Morteratsch

1° GIORNO - Trasferimento al Passo Bernina in Svizzera, via Tirano (Sondrio) lungo la Val Poschiavo. Valicato il passo in direzione di St. Moritz, in prossimità della fine del Lago Bianco 2.220 m., inizia a sx il sentiero che conduce alla Chamanna Diavolezza 2.973 m. (sentiero E, durata: 2,00 h). Per i più pigri esiste l'alternativa della funivia.  Dopo aver ammirato lo strepitoso panorama  settentrionale del Bernina si scende sulla sottostante Vedretta Pers. Traversato il ghiacciaio in direzione SW, si prosegue verso l'affioramento roccioso dell'Isla Persa. Senza traccia si rimonta il complesso roccioso e ritrovata la traccia si discende sul versante opposto. Lambito un laghetto glaciale si raggiunge il ghiacciaio del Morteratsch, che si traversa completamente in piano, fino alla morena dalla parte opposta. Con difficoltà la si risale senza percorso obbligato, in mezzo ad un gigantesco ammasso di sfasciumi morenici, si piega a dx. (N) e si riprende la traccia sul bordo alto della morena, che conduce alla Chamanna Boval 2.495 m. (rare tracce, via normale: F, durata: 2,30 h) (scale difficoltà). 

GIORNO - Lunga traversata dal versante nord al versante ovest - "La Scala del Cielo",  Biancograt o Himmelsgrat Dietro la Chamanna Boval 2.495 m. inizia una labile e ripida traccia che sale in direzione W verso le pendici del Corno di Boval. Raggiunto un ampio avvallamento la traccia scompare. Per detriti morenici si piega a sinistra (SW) e per facili roccette si punta alla parete che scende ripida dalla Fuorca de Boval, dove si ritrovano alcuni bolli rossi. La parete, alta circa 170 m., è molto impegnativa, placche e camini vengono saliti con passaggi di II e II+ grado, un'ultima esposta cengia conduce sui grossi massi che caratterizza la Fuorca da Boval 3.347 m., sotto la cuspide nevosa del Piz Morteratsch (via normale: PD-, durata: 3,00 h)Valicata la forcella si scende sulla Vedrettin da Tschierva, la si percorre senza difficoltà, piegando verso dx., in direzione della sua spalla morenica. Raggiunte le rocce, alcuni ometti di pietra indicano la traccia, che prima su ripidi detriti e poi con facile sentiero, scende alla Chamanna Tschierva 2.583 m. (via normale: F, durata: 2,00 h). Bellissimo colpo d'occhio sulla grandiosa triade del Piz Roseg, del Scerscen e del Piz Bernina con l'inconfondibile Biancograt o Himmelsgrat (la Scala del Cielo). Si continua in discesa sul filo dell'altissima morena della sponda destra orografica del ghiacciaio Tschierva (in alcuni punti franata !!) fino alla base del bacino glaciale. Qui l'esile traccia scompare tra le acque di impetuosi torrenti che spesso rendono impossibile la prosecuzione. Negli ultimi anni il problema viene superato con la "tirolese" (informarsi in rifugio), un semplice cavo d'acciaio teso tra le due sponde con carrucola e supporto. Attraversati i torrenti si risale la riva fino ad incrociare il sentiero che costeggia il Lago di Vedret 2.120 m. La traccia prosegue in salita, verso dx, con faticosi tornanti, poi con una lunga diagonale ed infine raggiunge la Chamanna Coaz 2.610 m. (E, durata: 3,15 h). Il rifugio è dominato da un anfiteatro di ghiacci, seracchi, salti di roccia e cascate: uno spettacolo indimenticabile. (Dislivello tot. salita: 1.345 m./ discesa 1.220 m., durata tot: 8,30-9,30 h) 

Canalone di Cresta Agüzza e Rifugio Rosa e Marco3° GIORNO - Grandiosa traversata sui ghiacciai dei versanti ovest/sud del Bernina. Poche centinaia di metri, separano la Chamanna Coaz 2.610 m. dai ghiacci del Vadret da Roseg. Calzati i ramponi si sale dolcemente verso il centro del ghiacciaio con un facile percorso a semicerchio verso sx. e si raggiunge un affioramento roccioso, a circa 3.050 m. Scavalcata la dorsale si mette piede sul Vadret da la Sella, in direzione Est, questa parte del percorso è molto impegnativa, il ghiacciaio è un labirinto di profondi crepacci e seracchi, dove non esistono tracce. Superata la zona crepacciata si entra in una candida conca glaciale che porta senza difficoltà alla Forcella Sella 3.265 m. (via normale: F, durata: 3,00 h), impressionante vista sulle pareti rocciose del Pizzo Bernina, Cresta Agüzza e Piz Argient. Superato il passo, si scende sulla Vedretta di Scerscen Superiore, si compie un arco di cerchio in piano verso Est, ed infine si sale alla base del canalone della Cresta Agüzza, dominato dal nido d'aquila del rifugio Marco e Rosa, sempre in vista durante il percorso. Salita del canalone della Cresta Agüzza

La salita del canalone è il tratto più difficile dell'intero trekking. All'inizio si risale uno scivolo di ghiaccio durissimo, alto circa 30 m. con una pendenza di 45°, si continua sulla sx del canalone, con ripidi zig-zag su nevaio fino a raggiungere l'attacco della ferrata a circa 3.400 m. Un profondo crepaccio largo circa 1 metro e mezzo tra le rocce ed il ghiacciaio, costringe ad un bel salto (una volta c'era una scala, oggi persa tra i ghiacci). L'inizio della ferrata è verticale, sale lungo una parete strapiombante, attrezzata soltanto con staffe e gradini di ferro, distanti fra loro più di un metro e spezzoni di corda discontinui, manca in pratica un unico tiro di cavo metallico. Superata la parete a forza di braccia, si raggiunge un terrazzino dove inizia la ferrata con catena. (Questa la situazione nell'agosto 2012. Ad inizio stagione con un buon innevamento si può salire direttamente tutto il canalone, mentre in seguito è sconsigliato a causa della presenza di profondi crepacci terminali). Il proseguo della salita con la via attrezzata è facile, si superano alcune balze rocciose e pendii detritici fino a raggiungere il Rifugio Marco e Rosa De Marchi 3.597 m. (Canalone Cresta Agüzza: PD, durata: 2,15 h). Sulla terrazza del rifugio la fatica e la tensione si allentano lasciando il posto ad una grande gioia. Le creste ed i ghiacciai nell'aria sottile del Bernina riempiono il cuore. (Dislivello tot. salita: 1.215 m./ discesa 220 m., durata tot: 7,30-8,30 h)  

4°  GIORNO La più bella traversata su ghiacciaio del Bernina. Dal Rifugio Marco e Rosa 3.597 m. si segue una pista verso est, ai piedi di quella fantastica guglia rocciosa che è la Cresta Agüzza e delle pareti nord del Piz Argient e del Piz Zupò. I Pizzi del Bellavista Si cammina sotto giganteschi seracchi e lentamente s'inizia a risalire il margine occidentale del bastione glaciale della Terrazza Bellavista 3.720 m., impressionante ed aereo è il percorso visto di lato (foto in testa all'articolo, ndr.) o dalla valle. Raggiunto l'immacolato pianoro glaciale, si continua con alcuni saliscendi mentre il panorama verso il Piz Bernina ed il bacino glaciale del Morteratsch è straordinario (da qui il toponimo Bellavista o Belleviste). La spettacolare balconata termina sulla Forcella Bellavista 3.688 m. di fronte al Piz Palù. Si piega a dx. e si scende nell'immenso plateau bianco dell'Altopiano di Fellaria. Si traversa il facile ghiacciaio in leggera pendenza fino al Passo di Sasso Rosso 3.510 m. La successiva discesa, verso SW, presenta diverse difficoltà: il fronte del ghiacciaio è ripido, tagliato da molti crepacci e non ci sono tracce evidenti. Bisogna destreggiarsi come in un labirinto, aggirando e/o saltando diversi profondi crepacci fino a raggiungere la Vedretta di Fellaria. Sotto lo spettacolare ghiacciaio pensile del Piz Argient, terminano le difficoltà, si continua nella conca glaciale, attraversata da centinaia di rivoli d'acqua di fusione, puntando all'evidente intaglio della Forcella Marinelli Occ. 3.014 m. (via normale: F+, durata: 5,00 h). Tolti i ramponi si scende tra sfasciumi e detriti, si ritrovano i bollini rossi, e in breve ci si ritrova sul sentiero che con alcune serpentine raggiunge il Rifugio Marinelli-Bombardieri 2.813 m. Bellissimo panorama sulla Vedretta di Scerscen Inferiore. Si continua in discesa con un bel sentiero, lungo una serie di dossi prativi ed in costa su ammassi di sfasciumi morenici, fino al rifugio Carate Brainza 2.636 m. Dal rifugio inizia una salita, in direzione N-E, si attraversa un dedalo caotico di enormi massi, la cui instabilità è l'aspetto che incute più timore, e si prosegue su sfasciumi fino alla Forcella di Fellaria 2.819 m. Valicato il passo, la discesa è più agevole, si raggiunge una bella conca prativa dove si ammirano gli eriofori i caratteristici bianchi batuffoli lanosi. Infine si scende sull'Alpe di Fellaria ed al Rifugio Bignami 2.385 m. (Dislivello tot. salita: 450 m./ discesa 1.630 m., durata tot: 9,30-10,00 h) Interessante la visita dell'Alpe di Fellaria, un alpeggio alpino costituito da una serie di baite costruite in pietra.Passo del Confinal

5° GIORNO - Chiusura dell'anello, con traversata dal versante sud al versante est del Bernina. Dal Rifugio Bignami 2.385 m. si costeggia in discesa il Lago di Gera, sotto le maestose cascate del ghiacciaio di Fellaria, superato un ponticello inizia una traccia verso l'Alpe Gembrè (E), la quale conduce con una serie di ripidi zig-zag ad un vasto altopiano prativo. L'ambiente è molto suggestivo, il colore verde dopo alcuni giorni d'assenza, domina nuovamente il panorama, sempre però sovrastato dalle creste e dai ghiacciai del Bernina. La traccia continua in leggera salita fino al Passo di Confinal 2.628 m. Superata l'ampia forcella inizia un'infinita discesa fino al fondovalle ed al paesino di Poschiavo 1.015 m. (Dislivello tot. salita: 350 m./ discesa 1.715 m., durata tot: 5,00 h) Rientro al Passo Bernina con i mezzi pubblici o con il Trenino Rosso. Fine del Trekking.

OSSERVAZIONI.- I tempi di percorrenza sono riferiti ad un gruppo di 16 persone e comprendono anche le soste tecniche, di conseguenza sono leggermente più alti di quelli ufficiali scritti sulle guide CAI-SAC. 

Durante l'Alta Via alpinistica sono state realizzate molte fotografie, che ho riunito nell'album fotografico: "Trekking del Gruppo del Bernina". Un diario d' immagini di una grande esperienza d'alpinismo in alta montagna, in un ambiente severo e solitario. Alcune foto sono degli amici Maurizio Toscano e Franco Romano. 

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