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Fotografie: Dolomiti, escursione nel Gruppo dei Cadini e sentiero attrezzato Alberto Bonacossa

ALPI - DOLOMITI - Sentiero attrezzato A. Bonacossa sui CADINI    I Cadini

    Album di fotografie del sentiero attrezzato Alberto Bonacossa nel Gruppo dei Cadini, sulle Dolomiti di Sesto. I Cadini, sono uno dei gruppi dolomitici più piccoli e originali, nella loro limitata porzione di territorio roccioso, riescono però a presentare tutte le caratteristiche di questo straordinario settore alpino: ripide pareti, alti circhi ghiaiosi, chiamati per l'appunto "Cadini", pinnacoli, torri e guglie. Dal 1964 un bellissimo sentiero attrezzato attraversa l'intero gruppo da sud (Lago di Misurina) a nord (rifugio Auronzo), è intitolato ad Alberto Bonacossa, della sezione di Trieste del CAI, che riaprì e mise in sicurezza i vecchi sentierini militari scavati dagli alpini durante la Prima Guerra Mondiale 1915-18. L'itinerario è facile, le attrezzature artificiali sono presenti soltanto su alcuni brevi tratti esposti, inoltre si sviluppa in un ambiente aperto e panoramico. La nostra proposta percorre tutto il sentiero A. Bonacossa, all'interno di un itinerario ad anello con inizio e rientro al Lago di Misurina. 

    Sentiero attrezzato A. Bonacossa.
Lago di Misurina - Forcella di Misurina - Forcella del Diavolo - rifugio Fonda
Savio - Forcella di Rimbianco - Rifugio Auronzo - Lago di Misurina.  
    Dal Lago di Misurina 1.745 m. si sale al Rifugio Col di Varda 2.115 m. (in alternativa si può utilizzare una seggiovia) 
(sentiero E, dislivello: 360 m., durata: 1.00 h). L'itinerario prosegue tagliando in diagonale i ghiaioni della Grave di Misurina in direzione della Forcella di Misurina 2.330 m. (CAI N°117).
Forcella del DiavoloSuperata la forcella, il versante opposto presenta una ripidissima discesa. Nei primi anni dopo l'apertura della via, si scendeva a destra del canalone su terreno molto friabile, con le rocce ricoperte da un insidioso ghiaino, dove si trovava un caratteristico passaggio sotto un masso incastrato. Negli ultimi anni invece, si scende a sinistra lungo una costa rocciosa tutta attrezzata con cavo metallico che conduce in maggior sicurezza al sottostante Cadin della Neve. Attraversato l'ampio circo ghiaioso, si continua sul lato opposto, nuovamente in salita lungo un canale che con alcuni salti rocciosi, superati sempre con facili attrezzature (scalette e corde fisse) porta alla Forcella del Diavolo 2.380 m. Bellissimo valico ai piedi delle slanciate Torre del Diavolo e Torre Leo, Verso meridione si osserva il magnifico quadro della Cima Antonio Giovanni e  della Cima Cadin della Neve, mentre verso nord il panorama si apre sulle guglie appuntite delle Cime Tocci e della Torre Wundt, dietro le Tre Cime di Lavaredo e ancora più lontano il Grossvenedigher. Si prosegue con la discesa sul versante opposto, su facili sfasciumi in direzione del Passo dei Tocci, l'itinerario consente di non perdere quota e rapidamente porta al Rifugio Fonda Savio 2.359 m. (sentiero parzialmente attrezzato: dislivello salita: 400 m.+ discesa 400 m., durata: 2.30 ore). La seconda parte, del sentiero attrezzato A. Bonacossa (CAI N°117) ricalca i sentieri della Grande Guerra ed è stata attrezzata nei punti più esposti dalla sez. C.A.I. di Trieste. Dal rifugio Fonda Savio si prosegue in discesa verso est, lungo una breve scarpata attrezzata con corde. Raggiunta l'alta Valle Campedelle, si continua la discesa all'interno dell'ampio vallone ghiaioso con una lunga e dolce traversata verso sinistra fino alla panoramica Forcella Rimbianco 2.176 m. L'ampio valico presenta le prime opere della Grande Guerra, postazioni e caverne che formavano la seconda linea difensiva italiana, alle spalle del fronte che correva dalle Tre Cime alla Torre di Toblin al Paterno, testimone di accesissimi scontri. Sentiero della Grande GuerraIl sentiero A. Bonacossa continua su un'esposta ma facile cengia che corre orizzontale sulla parete orientale del Cadin di Rimbianco, aggirato uno spigolo della montagna, si sale una viscida e cupa paretina con l'aiuto di una scala (unico punto leggermente impegnativo del percorso). Si prosegue su un'incredibile opera della Grande Guerra, una cengia artificiale scavata dagli alpini sul versante meridionale del monte Campedelle. Una via che taglia a mezza altezza le verticali pareti della montagna e che conduce in leggera salita ad una forcella. Si rimane senza parole davanti al panorama che all'improvviso si apre sulle maestose pareti delle Tre Cime di Lavaredo. Uno spettacolo mozzafiato. Seguendo i pianeggianti camminamenti di guerra si sale sulla cima del Monte Campedelle 2.346 m. e con un ultimo sali-scendi su verdi radure si raggiunge l'allegra e variopinta confusione del rifugio Auronzo 2.320 m. (sentiero parzialmente attrezzato: dislivello salita: 500 m.+ discesa 450 m., durata: 2.30 ore). Rientro al Lago di Misurina 1.745 m. con il sentiero (CAI N°101) (sentiero E: dislivello  discesa 570 m., durata: 1.30 ore) oppure con i mezzi pubblici lungo la "strada delle Tre Cime".

Vai alla galleria fotografica:    

Sentiero attrezzato A. Bonacossa

Sentiero attrezzato A. Bonacossa

Escursione salita discesa
Tempi: 3,50 h   2,00 h  

Dislivello:       

900 m.  850 m. 

Difficoltà:       

EE - escursionisti esperti

Difficoltà:       

Brevi tratti attrezzati

(scale difficoltà)

Cartografia

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 10 Dolomiti di Sesto 

DATA escursioni:

2 sett 2009 / 16 lug 2011 / 14 sett 2019

BREVI NOTE STORICHE 

I più grandi rocciatori si sono confrontati con le ardite vette dei Cadini: Siorpaes, Eötvös, Dibona, Wundt, Dülfer, Comici e Cassin.

 La Torre del Diavolo 2.598 m. fu salita nel 1903 da A. Dimai, Siorpaes e Verzi con una traversata acrobatica, mentre Dülfer raggiunse la cima nel 1913 con una salita di V grado. La Cima Cadin Nord-Ovest 2.726 m. fu salita la prima volta nel 1890 da Artmann e J.  Innerkofler. Il Cadin della Neve 2.757 m. fu conquistato nel 1881 dai fratelli Innerkofler con A.ngerer.  La Cima del cadin Nord-est fu salita da T. Wundt e Nicolai nel 1887.

Molte vette portano i nomi dei loro  primi salitori: Campanile Eötvös, (1913), Campanile Dülfer  (1912), e Torre Wundt

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