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Fotografie: Dolomiti di Zoldo,escursione,salita al rifugio Bosconero

DOLOMITI: salita al rifugio BOSCONERO 1.457 m.Rifugio Bosconero

    Album di fotografie e descrizione dell'itinerario della salita al rifugio Bosconero. Il gruppo dolomitico del Bosconero si eleva tra la valle del Piave e la Val Zoldana, nella classificazione SOIUSA viene inserito nella sottosezione delle Dolomiti di Zoldo Si tratta di un piccolo gruppo montuoso molto articolato, severo, selvaggio, molto poco conosciuto rispetto ai vicini e famosissimi gruppi del Civetta-Moiazza e Pelmo. Le sue montagne, caratterizzate da ripide e impervie pareti, hanno contribuito a circondarlo di un alone di mistero e solitudine. Dal punto di vista escursionistico, i pochi sentieri sono tutti ripidi e impegnativi, poco frequentati, soggetti spesso a piccole frane e piene di torrenti, senza dimenticare l’ultima disastrosa tromba d’aria nella notte 29-30 ottobre 2018, che ha distrutto settori interi di bosco e in alcuni tratti cancellato le vie. Per iniziare a conoscere questo straordinario e integro ambiente dolomitico, bisogna raggiungere il rifugio Bosconero nel cuore del gruppo, ai piedi dei colossi del Sasso di Toanella, della Rocchetta Alta, del Sasso di Bosconero e della slanciata catena dei Sfornioi. La nostra proposta consente di raggiungere l’accogliente ricovero con una traversata del gruppo, sul versante zoldano (sud-ovest).

    ACCESSO - Raggiunta la città di Belluno, si prosegue in direzione di Longarone, dove si devia a sinistra per imboccare la Val di Zoldo. Risalita la tortuosa strada della vallata, superato il lago artificiale di Pontesei, si continua fino a raggiungere il bivio tra i paesi di Sommariva e Forno di Zoldo. Nei pressi dell’albergo Corinna, (dismesso e in abbandono) si parcheggia

   ITINERARIO - Dal parcheggio, località Sommariva 812 m., dopo un breve tratto di strada asfaltata, inizia il sentiero che sale in direzione della Casera de Castelin. (sentiero CAI n°489) La traccia s’inoltra subito in un fitto bosco, e molto presto incontra le terribili testimonianze della disastrosa tempesta di vento e pioggia del 2018. Uno scenario apocalittico di tronchi, rami e radici intrecciati e sovrapposti uno sopra l’altro in modo disordinato. Si supera questo labirinto con un po' di difficoltà, grazie ad una esile traccia, che permette di raggiungere una zona già ripulita dai tronchi spezzati dalla furia della natura, per riprendere la carrareccia originale, che conduce ad un bivio in località Pian di Traf. Si continua in salita sulla destra, per iniziare un lungo traverso ai piedi delle cime Castelaz e Castellin. Aggirata, con una piccola perdita di quota, un’antica frana, il sentiero diventa spettacolare e panoramico. Si cammina ai piedi delle pareti rocciose ammirando la Val di Zoldo, la catena Moiazza-Civetta e il “Caregón de 'l Padreterno”, come chiamano i veneti il Pelmo "il Trono del Padreterno”.
    Il sentiero con alcuni sali-scendi rientra nel bosco e raggiunge la Casera di Fagarè 1.103 m. (restaurata ma chiusa). Si continua con una ripida discesa che interseca il sentiero
CAI n°491 il quale conduce alla Casera del Mugon 1.024 (non gestita, ma aperta in caso di maltempo) dove si trova una fontana da cui sgorga un’acqua freschissima.
    Inizia da questo punto l’ascesa del Vallon del Bosconero, dove si intuisce il significato di “Bosconero”, un nome suggestivo e misterioso, attribuito ad una selva oscura e intricata, molto fitta che si sale con un discreto impegno. La traccia è ripida e stretta,
(sentiero CAI n°490) soltanto durante la traversata del circo ghiaioso, che scende dalla cresta degli Sfornioi, si riescono ad ammirare le cime dolomitiche, mentre il resto del percorso avviene all’interno del bosco con pochi scorci panoramici. Quasi come un miraggio, alla fine di un erto strappo si raggiunge un’inaspettata ampia radura dove si pone il Rifugio casera Bosconero 1.457 m.
   
Il posto è bellissimo, si respira l’aria delle “prime” Dolomiti, integre e selvagge, verticali pareti inviolate, ghiaioni vergini, forcelle altissime che toccano il cielo. Si osserva un quadretto molto suggestivo: tre edifici al centro di un solare prato, circondato da un anfiteatro di straordinarie vette.
    Dal rifugio inizia la discesa con il sentiero
CAI n°485. Una ripida “picchiata” nel fitto bosco, alla ricerca dei luoghi più misteriosi e fiabeschi del gruppo. ll primo tratto del sentiero è completamente ricoperto di radici affioranti, le quali se bagnate o semplicemente umide, rendono il passo molto insidioso (scivolate garantite !) Al termine si raggiunge la piccola Casera di Zot, che introduce alla spettacolare cascata di Zot. Si prosegue all’interno dell’alveo del torrente, tra grossi massi e ghiaie, fino a ritrovare, a destra, (destra orografica) la traccia del sentiero. Risalito l’argine del letto del torrente uno stretto sentierino conduce al laghetto delle streghe, dalle acque di uno splendido colore azzurro. Si continua con la discesa, a questo punto meno impervia, lungo il costone Susinere e si raggiunge una piccola sorgente, dal nome interessante “Fontana dell'eterna Giovinezza”, consigliato berne un bicchiere (non si sa mai). L’ultimo tratto della discesa conduce sulla strada regionale della Valzoldana nei pressi del Lago di Pontesèi 807 m.

   DIFFICOLTA' - La salita al rifugio Bosconero è facile, ma tutti i sentieri d'accesso sono ripidi e discretamente scivolosi. Inoltre per visitare i posti più segreti del Gruppo Bosconero si utilizzano esili tracce che si staccano dal sentiero principale e sono indicati con delle tabelline azzurre. Non ci sono particolari difficoltà, ma bisogna avere un buon senso dell’orientamento, poiché non sono segnalati sulle carte topografiche.

 Vai alla galleria di fotografie:

Salita al rifugio BOSCONERO

Salita al rifugio Bosconero 

Sintesi:   Salita:   Discesa: 
Dislivello tot:  835 m. 825 m.
Tempo tot: 2,45 h.  2,00 h.
Sviluppo: 10,5 km. -
Difficoltà: E (difficoltà)

La cascata di Zot La cascata di Zot

Cartografia Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 025 Dolomiti di Zoldo e Agordo 

DATA escursione:

7 luglio 2019 

Sasso di Bosconero, Rocchetta Alta e Rocchetta Bassa Il Gruppo dolomitico del Bosconero

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