Foto Alpi

Foto Trekking

Foto Grandi salite

Cerca la montagna

Cartoline d'epoca

Visitors Counter

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterToday10
mod_vvisit_counterYesterday154
mod_vvisit_counterThis week813
mod_vvisit_counterThis month2270
mod_vvisit_counterAll341712

Banner Altervista

Fotografie: Punta Vallero, Skutnik|fronte isontino|monte Nero|Grande Guerra|Prima Guerra Mondiale

Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: salita al monte Punta Vallero (Skutnik). Punta Vallero (Skutnik) e il monte Krncica

    Album di fotografie e descrizione della salita alla Punta Vallero (Skutnik) 2.074 m. Nell'Alta valle dell'Isonzo, in territorio sloveno, le Alpi Giulie presentano la lunga cresta del monte Nero (Krn), formata dalle cime, monte Rosso (Batognica), monte Nero, Krnčica, Vrata e Vršič. La cresta mostra il suo lato più bello verso meridione, con una monumentale catena, formata da ripide pareti e slanciate cime, le quali sovrastano i paesi di Dresenza (Drežnica) e Caporetto (Kobarid). Dalla parte opposta, il versante nord degrada più dolcemente verso un'altopiano, per poi scendere verso la Val Lepena. L'altopiano tipicamente carsico è caratterizzato da un infinito numero di vallette, conche, dossi, campi solcati e cavità. In questo articolato e desolante ambiente si trovano alcune piccole cime rocciose, assolutamente anonime, che però divennero tristemente famose quando furono testimoni di cruenti scontri durante la Prima Guerra Mondiale 1915-18: Punta Vallero (in sloveno Skutnik) e monte Potoce (Griva). 

La zona è particolarmente selvaggia e ampia, un labirinto di spoglie rocce carsiche, lontana dalle zone frequentate, dove non ci sono sentieri segnati. La sua visita ha soprattutto un interesse storico, poichè grazie al suo isolamento, le testimonianze della Grande Guerra su questo tratto del fronte isontino sono numerose e in parte ancora integre.

    ACCESSO - Dall'Italia due possibilità: si attraversa il confine presso Gorizia/Nova Gorica (Casa Rossa) e si risale la valle dell'Isonzo via Kanal-Tolmino-Caporetto(Kobarid) - oppure con la Strada del Pulfero (via Udine) attraverso il valico di Stupizza (Robic), direttamente a Caporetto (Kobarid). Da Kobarid si prosegue per cinque chilometri verso il paese di Drežnica (in italiano Dresenza) e in seguito a Drežniške Ravne (2 km). Infine si seguono le indicazioni per la malga Zaprikraj, con una stradina stretta ma asfaltata, fino ad un parcheggio nei pressi di una fontana (località Pri Koritu 752 m.)

    ITINERARIO - Il primo tratto del percorso è comune con l'itinerario che sale ai monti Krnčica-Sella Vrata-Lopatnik (Punta Gloria)-Vršič, ma per il particolare interesse storico e la ricchezza dei manufatti bellici si consiglia di effettuarla come escursione singola - Dal parcheggio a quota 752 m. si continua a piedi lungo la strada che in breve diventa carrareccia (percorribile soltanto con i fuoristrada), fino ad un cancello dove una tabella indica l'ingresso nel Parco nazionale del Triglav (Tricorno). Salita della Sella Vrata Da questo punto si osserva, in direzione nord, l'immensa, grandiosa, parete meridionale del monte Vrata, che come suggerisce il nome in sloveno, è la "porta" d'entrata di questa catena montuosa. Si abbandona la strada sterrata (che prosegue a sinistra, verso la malga Planina Zaprikraj ed il Museo all'aperto della Grande Guerra), e si segue a destra, l'indicazione su un masso per "Vrata". Alcuni rari segni rossi indicano di proseguire sulle tracce di una vecchia mulattiera di guerra, invasa quasi completamente da erbacce, che lentamente e faticosamente sale di quota, mentre la vista spazia sulle sottostanti malghe e sul lontano Gruppo del Canin. Con alcuni ripidi zig-zag si raggiunge la zona rocciosa della parete, la traccia prosegue con un lungo traverso, fino ai primi contrafforti occidentali del monte Krnčica. Trascurata l'indicazione "Krn" (che conduce verso destra alla cima del Krnčica e più lontano al monte Nero), si continua in salita, lungo il ripido pendio, con itinerario libero, in direzione della Sella Vrata. Prima di raggiungere l'evidente corona di roccette sommitali del monte Lopatnik - Punta Gloria, si devia verso destra, rimanendo il più vicino possibile alle rocce del Krnčica, per salire sull'orlo orientale della vasta Sella. Da questa preziosa posizione panoramica, si vede finalmente la Punta Vallero, ma soprattutto si può studiare l'itinerario da percorrere, poiché in mancanza d'indicazioni e di sentieri segnati, bisogna usufruire delle labili tracce delle ex mulattiere di guerra degli alpini. Per scendere dal versante orientale del Lopatnik, s'individua un ripido e friabile canalino, che velocemente conduce all'ampio avvallamento sottostante, invaso da una moltitudine di massi caduti dall'incombente parete settentrionale del Krnčica. Destreggiandosi con pazienza tra i grandi massi, si attraversa tutta la conca ghiaiosa, sempre in direzione est. La mulattiera costruita dagli alpini La successiva salita verso l'evidente "Colletta Vallero", si effettua senza difficoltà (al contrario della discesa dal versante opposto), grazie alla presenza di una straordinaria larga ex mulattiera, costruita dagli alpini. L'opera, in buone condizioni dopo cent'anni, sale dolcemente con un itinerario a zig-zag, e riesce a superare le profonde fenditure classiche del terreno carsico. Ai bordi della mulattiera costruita con imponenti muretti di sostegno, si osservano diversi residuati bellici. La facile salita, conduce alla piccola forcella di collegamento tra il monte Krnčica e Punta Vallero chiamata "Colletta Vallero", anch'essa dedicata al sottotenente degli alpini che prima la conquistò e poi cadde fra queste spoglie rocce. Dal valico si ammira uno straordinario panorama su tutto il tormentato altopiano carsico (Potoce-Griva) ai piedi della catena occidentale del monte Nero. 

    Punta Vallero "bucata" dalle postazioniSulla sinistra della forcella iniziano alcune tracce di ex sentierini militari che consentono di visitare l'incredibile opera fortificata costruita dagli alpini, dopo la sua conquista. La cuspide rocciosa si presenta completamente traforata da gallerie e caverne, con postazioni e trincee abbarbicate lungo i ripidi versanti rocciosi, una vera fortezza sotterranea. Nel dedalo di tracce e camminamenti, per salire in cima, bisogna individuare un diedro roccioso che nasconde un piccolo canalino friabile (versante sud). Risalito il breve camino, bisogna affrontare un gradino roccioso che rappresenta l'unico tratto tecnicamente impegnativo della salita, (passaggio I°+ grado di difficoltà) superato il quale si raggiunge la vetta di Punta Vallero 2.074 m. Panorama straordinario su tutte le cime della catena occidentale del monte Nero e della cresta Vrata- Vršič che furono testimoni degli scontri più cruenti di questa zona. Il ritorno avviene lungo lo stesso itinerario di salita.

    DIFFICOLTA' - L'itinerario storico alla Punta Vallero è difficile. L'escursione è consigliata ad alpinisti esperti, con capacità d'orientamento e con un buona resistenza, non ci sono tratti tecnicamente difficili, (escluso l'ultimo passaggio sotto la cima) ma per il dislivello, la lunghezza del percorso e la mancanza di sentieri tracciati e indicazioni è un itinerario molto impegnativo. Sconsigliato in caso di pioggia o nebbia. I tempi di percorrenza sono indicativi, possono aumentare proporzionalmente all'interesse soggettivo della visita e della ricerca storica. 

 Vai alla galleria di fotografie:

Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: Punta Vallero (in sloveno Skutnik)

Salita alla Punta Vallero (Skutnik)

salita discesa
Tempi : 3,30 h   2,30 h  

Dislivello:       

1.400 m.  1.400 m. 

Difficoltà:       

EEA - difficile (difficoltà)

Note:       

Da Sella Vrata non ci sono sentieri o indicazioni

-

Cartografia

Zgornje Posočje 1:25.000 Pot Miru

DATA escursione:

27 settembre 2015 

NOTE STORICHE della Grande Guerra 

  Dopo l'occupazione di Sella Vrata e di quota 2102 (il primo sperone roccioso occidentale del monte Krnčica) con la scalata notturna del 31 maggio 1915, gli alpini del Battaglione Susa ricevettero l'ordine di impadronirsi della cima che la fronteggia a settentrione (quota 2076), la quale rappresentava un ottimo posto di osservazione e la prima base per successive operazioni tendenti a precludere all'avversario la ritirata dalla linea del M. Nero alla Val Lepena; costituiva inoltre una minaccia incombente per la linea italiana in quanto prendeva d'infilata tutta la posizione di Sella Vrata. L'azione fu affidata il 5 giugno 1915 al sottotenente Valerio Vallero, con un plotone di 29 alpini da lui scelti. L'attacco si svolse in pieno giorno, sotto il fuoco delle vicine posizioni austriache della cresta e della mitragliatrice di quota 2138. Il piccolo drappello, dalla "Colletta Vrata", scese un ripido canale di neve e in seguito, il I° gruppo formato dal sottotenente e quattro alpini, presero d'assalto il cocuzzolo roccioso, conquistando la vetta.

Il rapporto redatto dopo l'assalto, descrive efficacemente l'azione degli alpini: "Battuto dall'artiglieria, dalle mitragliatrici e dai fucili nemici, il piccolo appostamento dei nostri sulla nuova quota occupata non ha in tutta la giornata un momento di tranquillità. Gli alpini devono rimanere lassù come appiccicati alla roccia fingendo di essere morti. Il più piccolo movimento è subito notato e richiama una raffica di pallottole". 

 Per questa azione il sottotenente Valerio Vallero veniva proposto per la Medaglia d'Argento, che gli sarà concessa invece per la sua tragica morte durante la complessa operazione per conquista del monte Nero, avvenuta alle prime luci del 16 giugno 1915. Il sottotenente Vallero al comando del I° e II° plotone della 35ª compagnia, perì durante l'attacco alle posizioni austriache della cima del monte Krncica (per gli italiani quota 2138 della cresta del Vrata). Al suo nome gli alpini intitolarono la cima di quota 2076 e la forcella di collegamento tra il monte Krnčica e la cima stessa da lui conquistata: Punta Vallero e Colletta Vallero.

Residuati bellici, vista su Punta GloriaResiduati bellici, vista su Punta Gloria (Lopatik)

AVVERTENZA. Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità e del buon senso. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. - E’ vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione -Tutti i diritti riservati. - © Copyright 2016 MARASSIALP.