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Fotografie: Prima Guerra Mondiale colle Priznica,Poggio Montanari|fronte isontino|Museo all'aperto della Grande Guerra|storia|Pot Miru

Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: il Parco commemorativo di Prižnica. parco Commemorativo colle Priznica

    Album di fotografie e descrizione del Museo all'aperto della Grande Guerra sul colle di Prižnica-Poggio Montanari (Quota 383 m.) Il fiume Isonzo per i primi ventotto mesi della Prima Guerra Mondiale 1915-18, rappresentò la linea difensiva austro-ungarica sul fronte isontino. Lungo le sponde del fiume ma soprattutto sulle alture e sui monti che lo sovrastano, furono combattute le battaglie più importanti. All'inizio del conflitto, in pochissimi punti l'esercito italiano riuscì a superare l'Isonzo, uno di questi era nei pressi del paesino di Plave. La zona era dominata da un'anonima altura, chiamata Prižnica, difesa strenuamente dai soldati imperiali, i quali per due anni respinsero tutti gli attacchi della fanteria italiana, che alla fine lo conquistarono soltanto nel maggio 1917.

    Dall'aprile 2015, grazie al lavoro di recupero del Progetto transfrontaliero italo-sloveno "Pot Miru " (Sentiero della Pace), l'intera collina è diventata "Parco Commemorativo della Grande Guerra", i sentieri e alcuni manufatti bellici sono usciti dall'oblio e oggi si possono visitare con un breve percorso storico ad anello.

    ACCESSO - Dall'Italia, punto di partenza è la città di Gorizia, si supera il confine all'ex valico della Casa Rossa e attraversata Nova Gorica, si prosegue in direzione di Bovec. Superata la frazione di Salcano si costeggia il fiume Isonzo e dopo 13 km si raggiunge il paese di Plave. Dal paese si devia verso destra, su una stradina secondaria che conduce alla frazione di Paljevo, iniziata la salita, dopo due tornanti si trova un piccolo parcheggio. 

    ITINERARIO - In corrispondenza della seconda curva della strada si trova un tabellone informativo che indica l'inizio del sentiero storico. L'escursione proposta ha un itinerario ad anello, sale sul versante sud-ovest, lungo le posizioni italiane, raggiunge la sommità dell'altura, poi scende dalla parte opposta sul versante nord-est con la visita delle caverne austro-ungariche, raggiunge la chiesetta di San Quirino e il paesino di Pajero e infine rientra a Plave. Il sentiero inizia con un lungo rettilineo dalla pendenza dolce che conduce al primo punto storicamente importante, una fontana per l'approvvigionamento d'acqua dei soldati italiani. Galleria Spoleto Si prosegue e dopo alcune serpentine si raggiungono i ruderi di alcune casermette. Qui si trova una galleria con un portale, ancora ben conservato, che porta l'iscrizione della Brigata Avellino e il nome di "Galleria Spoleto" (città di provenienza del comandante della Brigata). Si continua la salita a fianco di diversi ruderi delle fortificazioni italiane, compresa la caverna adibita a posto di medicazione. A circa metà della salita, nel mezzo della vegetazione, si trova un grande masso, dove un'iscrizione ricorda l'estremo sacrificio di alcuni soldati italiani, caduti nel settembre 1916. L'ultima parte della salita si compie all'interno di un sottobosco particolarmente fitto e intricato. La traccia serpeggia tra arbusti, cumuli di pietre e alberi, un vero labirinto, che è possibile superare soltanto grazie ai lavori di ripristino, pulizia e tracciatura fatta dai volontari dell'associazione "Pot Miru". Fino a pochi anni fa la rigogliosa vegetazione carsica ricopriva tutto il terreno, il colle rimase per quasi cent'anni abbandonato e disabitato. Per questi motivi negli ultimi tempi sono stati ritrovati alcuni reperti bellici, che sono stati lasciati in mostra nei punti più caratteristici del "Parco Commemorativo". Raggiunta la sommità del Prižnica (Quota 363 m.), all'interno di un boschetto, si osservano i ruderi delle trincee fortificate austro-ungariche. Il sentiero storico continua in discesa dalla parte opposta della salita, lungo la via di approvvigionamento austriaca alla cima, dove si trovano alcune grandi caverne. In breve si raggiunge la chiesetta di San Quirino costruita nel 1513. Fu completamente distrutta durante la Grande Guerra e ricostruita negli anni successivi. Da questo punto inizia la discesa finale, su strada asfaltata, che con un percorso semicircolare, prima attraversa il paesetto di Pajero e infine termina nel piccolo parcheggio sopra Plave.

    DIFFICOLTA' - La visita del "Parco Commemorativo della Grande Guerra" sul colle di Prižnica è facile.

 Vai alla galleria di fotografie:

Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: il Parco Commemorativo del Prižnica-Poggio Montanari

Parco Commemorativo del colle Prižnica 

  Durata: 3,00 h.  
  Dislivello: +280 m.  /  -280 m.
  Difficoltà: facile

NOTE STORICHE della Grande Guerra sul colle Prižnica 

All'inizio del conflitto, 8 giugno 1915, la Brigata di fanteria italiana "Ravenna", varcava l'Isonzo e andava all'assalto della catena di cime Kuk-Vodice-monte Santo, conquistando il colle Priznica. Il violento contrattacco austro-ungarico obbligò i fanti italiani a ritirarsi e posizionarsi ai piedi del colle. Tutti i successivi attacchi non cambiarono la situazione, costringendo i belligeranti ad un'estenuante guerra di posizione. Nella primavera del 1917 sono i fanti della Brigata "Avellino" a tentare di conquistare la linea Zagora-monte Santo, senza però ottenere alcun successo. La situazione iniziò a cambiare durante la Decima Battaglia dell'Isonzo (iniziata il 12 maggio 1917) quando con una buona preparazione e ingenti truppe, l'esercito italiano riusciva a sfondare la prima linea tra Paljevo e il monte Kuk. Ma i tenaci difensori del colle Prižnica, il 52° reggimento di fanteria austro-ungarico, riuscirono a mantenere la sommità fino al 17 maggio 1917. Soltanto quando rimasero senza acqua, senza munizioni e praticamente circondati, il loro comandante generale austro-ungarico Fabini permise alla truppa stremata di lasciare le posizioni. Il 19 maggio, quando le truppe italiane fecero l'ennesimo assalto, trovarono con grande sorpresa la Quota 383 (Prižnica), totalmente abbandonata. L'impressionante tributo di vite umane che questo insignificante colle richiese a entrambi gli schieramenti, lo consegnò alla storia con il terribile nome di "Quota insanguinata" - "Blutige Kote"

 

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