Foto Alpi

Foto Grandi salite

Cerca la montagna

Cartoline d'epoca

Visitors Counter

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterToday189
mod_vvisit_counterYesterday460
mod_vvisit_counterThis week649
mod_vvisit_counterThis month4535
mod_vvisit_counterAll574050

Banner Altervista

Fotografie: Dolomiti, Marmolada zona Serauta|Museo Marmolada|Grande Guerra

ALPI - DOLOMITI - Museo Marmolada - Stazione Serauta Museo Marmolada

    Album di fotografie del Museo della Grande Guerra sito all'interno della stazione Serauta della funivia Marmolada.

     STORIA del MUSEO SERAUTA-MARMOLADA - La prima galleria espositiva nasce dall'idea di due appassionati della storia della Prima Guerra Mondiale sulla Marmolada: il dott. Mario Bartoli e il dott. Bruno Vascellari. Il primo museo fu inaugurato il 9 giugno 1990, nei locali al primo piano della stazione intermedia della funivia, con un allestimento semplice, una mostra classica di reperti, armi e documenti. Nel 2015 è stato completamente ristrutturato, con un nuovo percorso interattivo e multimediale. Il Museo della Marmolada sulla forcella Serauta a quota 2.950 metri è il più alto delle Alpi in ambiente chiuso, mentre per quanto riguarda i musei all'aperto, il più alto rimane il Museo della Grande Guerra di Punta Linke sul monte Vioz a 3.631 metri. 

     L'entrata al museo è molto suggestiva, il pavimento in legno e le pareti semitrasparenti colorate di blu, desiderano rievocare l'immagine di una passerella che attraversa un crepaccio, una situazione frequente durante la Grande Guerra, che introduce all'ambiente classico di roccia e ghiaccio della Marmolada. L'invidiabile e particolare posizione del museo, si fa subito apprezzare grazie a delle grandi finestre, che consentono d'ammirare un bellissimo panorama verso i gruppi dolomiti rivolti a settentrione, il Sassolungo, il Sella, la catena del Padon e naturalmente il ghiacciaio della Marmolada. I reperti esposti sono stati scelti con cura per rappresentare la "Guerra Bianca": scale di legno, scalette metalliche con pioli, piccozze, ramponi, vestiario pesante, sono le testimonianze di quell'impari lotta che i soldati dovettero combattere, più che contro l'avversario, contro la montagna e il suo severo ambiente a quote superiori ai 3000 metri. Alpini e fanti italiani abbarbicati sulle rocce del Serauta , Landeschützen e Kaiserjäger austriaci arroccati sulle cime principali (Penia e Rocca), ma soprattutto tenaci difensori del ghiacciaio, sotto la cui superficie scavarono la famosa "Città di ghiaccio" (Eisstadt). A questa incredibile opera militare è dedicata un'ampia sezione espositiva, con un plastico e molte fotografie, sono testimonianze importanti poiché di questa realizzazione non rimane più nulla. Infatti, mentre gli italiani scavarono nella viva roccia, caverne, gallerie e camminamenti (opere ancor oggi visitabili grazie ai due Musei all'aperto: Zona Monumentale Serauta e Quota 3.065 m. - Forcella V), gli austriaci scavarono nel ghiaccio, ma il ghiacciaio seppur lentamente si muove, cosi in pochi anni, tutti le costruzioni sono andati perdute, stritolate dal ghiaccio o crollate nei crepacci.

     STORIA della "CITTA' DI GHIACCIO" (Eisstadt) -  Gli austro-ungarici nella primavera del 1916, occuparono il ghiacciaio e le cime più alte della Marmolada e da subito compresero che il problema maggiore era approvvigionare le postazioni più alte: il Sasso delle Undici ("U" Stellung), il Sasso delle Dodici ("D" Stellung), Forcella V e Quota 3.259 m. Le corvè con i rifornimenti, sul candido mantello del ghiacciaio, erano un facile bersaglio per le mitragliatrici e i cannoni italiani sistemati sulla cresta del Serauta. Il Comando imperiale invitò il tenente Leo Handl, ingegnere austriaco e comandante della 9ª Compagna Bergführer (guide alpine) a risolvere il problema. La soluzione fu trovata con un'idea nuova, scavare delle gallerie nel ghiaccio per collegare la prima linea con i depositi nelle retrovie. Fu un'intuizione geniale e vincente, gli austro-ungarici trovano riparo e sicurezza nel cuore del ghiacciaio. Scavarono ben 12 chilometri di gallerie e caverne nel ghiaccio, usufruirono di crepacci e grotte naturali, costruirono ricoveri, depositi e osservatori per centinaia di uomini. Era talmente grande, che per facilitare l'orientamento, ad ogni crepaccio o galleria venne dato un nome fantasioso: "via Carinzia", "il Duomo" (dove si celebrava la Messa al Campo), "Caffè centrale", "Salone d'attesa di 4ª Classe", la "galleria 32" verso Quota 3.259 e la "galleria S" verso la Forcella V. Con questa singolare iniziativa nasceva la famosa "Città di ghiaccio" nella Marmolada.

    La visita del Museo prosegue con alcune teche dedicate ai protagonisti della guerra sulla Marmolada, il già citato Leo Handl, il capitano Arturo Andreoletti comandante della 206ª Compagnia alpini "Val Cordevole" e il tenente di fanteria  Flavio Rosso, il conquistatore di Forcella V, morto pochi giorni dopo nella stessa postazione per lo scoppio di una mina austriaca. Alla fine del percorso si osservano i nuovi reperti, rinvenuti durante i lavori di ripristino della "Galleria Rosso".

     Per integrare la conoscenza della zona più aspramente contesa della Marmolada, si consiglia di visitare i due musei all'aperto di Serauta:  La Zona Monumentale della Punta Serauta e la Forcella V-Galleria "Rosso"

Vai alla galleria di fotografie:  

Museo della Marmolada all'interno della stazione Serauta                 

La stazione Serauta, sede del Museo Marmolada  La stazione Serauta, sede del Museo Marmolada

Cartografia

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 015 Marmolada  
   DATA visita: 27 agosto 2016

           Passerella all'interno della Città di Ghiaccio

 

AVVERTENZA. Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, preparazione e del buon senso. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. - E’ vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione -Tutti i diritti riservati. - © Copyright 2016 MARASSIALP.