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Fotografie: Dolomiti, Marmolada zona Serauta|Forcella V|Galleria Rosso|Quota 3065|Museo all'aperto Grande Guerra

DOLOMITI - Museo all'aperto della Grande Guerra: Forcella V (3.027 m.) sulla Marmolada  Verso Forcella V, con il ghiacciaio della Marmolada

    Album di fotografie e descrizione dell'itinerario al Museo all'aperto della Grande Guerra a Forcella V (in tedesco Vesura o posizione "S") 3.027 m., sulla Marmolada. La "Regina delle Dolomiti" non fu mai il teatro di grandi battaglie, causa le eccezionali condizioni di alta montagna che la caratterizzano (l'immensa parete a sud e il ghiacciaio sul versante nord), comunque dal secondo anno della Grande Guerra 1915-18, fu testimone di cruenti scontri e grandi imprese alpinistico-militari. Da una parte gli alpini italiani aggrappati alle rocce della Cresta Serauta, dall'altra parte i Landeschützen (Kaiserschützen) austriaci arroccati sulle cime a nord del ghiacciaio, sotto la cui superficie realizzarono la famosa "Città di ghiaccio" (Eisstadt). La prima linea correva sulla Forcella Serauta, dove furono scavate nella roccia diverse postazioni, gallerie e caverne. Oggi sono state ripristinate e sono visitabili con facili sentieri attrezzati, all'interno di due Musei all'aperto della Grande Guerra: a est della forcella, la Zona Sacra del Serauta, a ovest la Forcella V-Galleria Rosso. Ricordiamo inoltre il "Museo della Grande Guerra Marmolada" sito all'interno della stazione della funivia Serauta. Assieme all'interesse storico, l'escursione permette d'ammirare il più bel panorama sulle Dolomiti.

Per il severo ambiente di alta montagna, per i silenzi e per le testimonianze, Forcella V a quota 3.027 m. è uno degli ultimi siti sul fronte alpino della Grande Guerra, che riesce a trasmettere emozioni e suggestioni particolari, dove sembra ancora di percepire il sacrificio e i disagi dei contendenti, rivolti soprattutto a combattere l'ostilità e le difficoltà ambientali.

    ACCESSO: Punto di partenza dell'escursione è Malga Ciapela. Fino a non molto tempo fa, il territorio era adibito ad alpeggio e veniva raggiunto con un'impervia stradina all'interno della Gola dei Serrai di Sottoguda, mentre oggi è diventato un piccolo centro turistico. La frazione fa parte del paese di Rocca Pietore (BL) e si trova ai piedi del Passo Fedaia, valico alpino che collega l'Agordino con la Val di Fassa.

    ITINERARIO - Da Malga Ciapela 1.446 m. parte la funivia della Marmolada. Il grande impianto collega con tre tratte e due stazioni intermedie, (i Coston d'Antermoja 2.350 m. e di Serauta 2.950 m.), la valle con la stazione superiore a quota 3.265 m. alle pendici della Punta Rocca 3.309 m. Per visitare la Zona Monumentale della Grande Guerra si scende dopo le prime due tratte, a Serauta. All'uscita della stazione si rimane senza parole davanti alla bellissima vista del ghiacciaio che sale regolare e splendente verso, la cima. Nell'ampia e deserta forcella si trova un cippo a ricordo del tenente Rosso e di 14 fanti caduti a seguito dello scoppio di una mina austriaca a Forcella V. Dietro il piccolo monumento e a un cannone da 75/27 mod.1911, s'individua il cupolone roccioso di Quota 3.065 m. Sulla cima di questa montagna e al suo interno si svolge la visita del Museo all'aperto. La nostra proposta suggerisce un itinerario ad anello che comprende la salita iniziale della cima, la successiva discesa a Forcella V, la prosecuzione all'interno della montagna con la Galleria "Rosso", lunga circa 160 metri, e infine il rientro a Forcella Serauta. L'escursione si svolge in massima sicurezza grazie ad un facile sentiero attrezzato, con il cavo sempre presente anche all'interno della galleria. Dietro al cippo inizia la salita della Quota 3.065 m. (o monte Serauta, in tedesco "Köpferl S") lungo l'evidente pendio ricoperto di sfasciumi, non ci sono segni ma la traccia è ben individuabile. Con lunghe serpentine, a circa metà ascesa, si raggiunge l'inizio del sentiero attrezzato. Dopo pochi metri si trova il bivio principale, a sinistra il cavo conduce all'entrata della Galleria Rosso (da noi utilizzato per il ritorno) mentre verso destra si continua la salita alla cima. L'ultimo tratto del pendio è leggermente più ripido e il cavo metallico è utilizzato principalmente come corrimano. In breve si raggiunge la vetta di Quota 3.065 m. (reali 3.069 m.), dove si ammira un panorama bellissimo, a nord il sottostante ghiacciaio dominato dalle Dolomiti di Fassa, di Cortina e della Val Badia, a sud i precipizi della parete meridionale della Marmolada con le Pale di San Martino sullo sfondo. Sotto la cima si visita una grande caverna (presenza di due statuine della Madonna) che consente la vista sulla verticale parete est della Quota 3.153 m. dove osservando con attenzione, si notano tratti di scale di legno, di ferro, pioli e gradini, sono i resti dell'incredibile via attrezzata roccia realizzata dagli alpini per la sua conquista nel 1917. Rientrati sulla cima della Quota 3.153 m. si prosegue in discesa (versante nord-ovest) verso la Forcella V. Il sentiero attrezzato non presenta difficoltà, la progressione è molto bella e divertente, ricca di appigli che permettono un'arrampicata facile e divertente. Raggiunto il costone della Punta dell'Ago (Köpferl) si continua sull'esile e panoramica cresta. Si continua in discesa fino a incontrare l'uscita della caverna superiore austriaca, (accesso galleria B).  L'ultimo gradino roccioso conduce, sempre in discesa, a Forcella V

La piccola forcella a 3.027 m., aspramente contesa durante la Prima Guerra Mondiale, si presenta oggi piatta e spoglia, con soltanto, sul versante ovest, la traccia di una grande caverna. Forcella V E' questa la vera testimonianza degli effetti prodotti dalla mina fatta scoppiare dagli austriaci nel settembre del 1917. Infatti, la caverna durante il conflitto era lunga 7-8 metri e come si vede, fu completamente distrutta, allo stesso tempo anche la forcella che era larga soltanto 3-4 metri, oggi raggiunge un'ampiezza di 15 metri. Nella terribile deflagrazione persero la vita, il tenente Flavio Rosso e i suoi 14 fanti. Fu proprio il desiderio di dare una degna sepoltura ai soldati, che dal 1989 iniziarono, per opera degli alpini del Genio Brigate "Cadore" e "Tridentina", le ricerche dei loro corpi, che però a tutt'oggi non hanno dato risultati positivi. Nel frattempo vennero anche eseguiti i lavori di recupero e di pulizia delle gallerie e l'installazione della ferrata, così grazie a questa lodevole iniziativa è stato possibile realizzare il Museo all'aperto della Grande Guerra di Forcella V

Dalla parte opposta, sul versante est percorso in discesa, si nota una piccola fortificazione in cemento armato con feritoia, la quale nasconde parzialmente la caverna inferiore austriaca e l'inizio della galleria italiana dedicata a Flavio Rosso. Sopra l'entrata si possono osservare i gradini originali, scavati nella roccia, che collegavano esternamente le due caverne austriache prime della conquista italiana. Dalla forcella V, un brevissimo tratto esposto (cavo) conduce all'entrata della galleria, da questo punto inizia il percorso di rientro con la seconda parte dell'itinerario ad anello. Superata la porta, si continua in leggera discesa fino a un'ampia caverna che conteneva il motore del compressore, utilizzato per scavare la roccia (ritrovato durante i lavori di ripristino, oggi è Galleria Rosso conservato nel Museo della Guerra all'interno della stazione funiviaria Serauta). Continuando all'interno del cunicolo si raggiunge una nuova porta che consente l'accesso al posto più affascinante dell'intero sentiero attrezzato. Superato il varco, si raggiunge una piccola terrazza aerea, al centro della verticale parete meridionale, tra dirupi impressionanti. Questa finestra nella roccia, durante la Grande Guerra serviva per lo scarico dei detriti, mentre oggi mette in comunicazione i due tratti della Galleria A. Infatti, percorsi i pochi metri del mini balcone, protetto da cavi d'acciaio, si supera una nuova porta e si ritorna in galleria. Appena entrati, si scorge sulla sinistra, la scala a gradini che dalla galleria A conduce alla galleria B. Questa diramazione consente di visitare l'opera scavata dagli alpini per conquistare la slanciata punta chiamata "Ago" e subito dopo la Forcella V. Dopo, la ripida scalinata, la galleria ha uno sviluppo orizzontale e porta alla caverna superiore austriaca, chiusa con muro dopo la conquista italiana, a fianco si trova la porticina con l'uscita sul versante nord, incontrata durante la precedente discesa dalla Quota 3.065 m. 

Visitato il ramo B della galleria Flavio Rosso, si ritorna indietro per lo stesso itinerario, fino al bivio precedente, per continuare lungo il ramo A. Percorsi pochi metri s'incontra l'ultima scoperta fatta durante i lavori di ripristino del 1991, una caverna con ancora i tavolati in legno originali dove riposavano gli alpini. Dopo un breve tratto si raggiunge una grande caverna, dove oggi sono state ricostruite alcune nuove baracche in legno, e dove si trova l'ultima finestra della galleria. Il tratto che rimane da percorrere fino a pochi anni fa, era impossibile da visitare, poiché ostruito da un muro di ghiaccio, creatosi in decine di anni dopo la fine del conflitto. Nel 1989 gli alpini della Brigata "Cadore" con un duro lavoro, liberarono circa 24 metri della galleria dal ghiaccio e dai detriti. Per evitare che la neve ostruisca nuovamente le gallerie, oggi tutte le entrate sono state chiuse da porte in legno e le finestre e feritoie da vetri in plexiglas. Rientro a Forcella Serauta Si percorre il nero cunicolo (non ci sono finestre) con il fondo spesso ghiacciato o secondo la stagione pieno d'acqua, dove per fortuna sono state posate alcune provvidenziali passerelle di metallo. Alla fine si raggiunge l'entrata della Galleria Flavio Rosso sul versante di Serauta e del Vallon Antermoia. Un breve e facile tratto attrezzato, taglia in diagonale il versante est di Quota 3.065 m. e riconduce all'iniziale pendio ghiaioso. Raggiunta nuovamente la Forcella Serauta, si può continuare la visita della Zona Monumentale, con il secondo Museo all'aperto della Punta Serauta e con il "Museo della Grande Guerra Marmolada" all'interno della stazione della funivia.  

     DIFFICOLTA' - Il sentiero attrezzato per la visita del Museo all'aperto di Forcella V-Galleria "Rosso" è facile. Seppur non presenti passaggi tecnicamente difficili, non è da sottovalutare, l'ambiente della Marmolada è molto severo, caratterizzato a meridione dall'espostissima parete sud, mentre a settentrione ripide balze rocciose precipitano sul ghiacciaio. Inoltre la breve escursione è da intraprendere solamente con condizioni meteo stabili e sicure, l'itinerario si sviluppa ad una quota superiore ai 3.000 metri, dove anche in piena estate, la temperatura può scendere sotto lo 0° e può nevicare. Assolutamente necessaria la pila in galleria.

Vai alla galleria di fotografie:  

Museo all'aperto della Grande Guerra: Forcella V sulla Marmolada                 

Sentiero attrezzato Quota 3.065 m - Forcella V (itinerario ad anello)

  Sintesi salita :  discesa : 
  Tempo totale:   2,15 h.  
  Dislivello: 140 m. 150 m.
  Difficoltà: EEA (difficoltà)

La Porta ingresso Galleria "Flavio Rosso" - ramo A Ingresso Galleria "Flavio Rosso" ramo A

Cartografia

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 015 Marmolada  
DATA escursioni: 27 agosto 2016

            NOTE STORICHE della Grande Guerra a FORCELLA V

  Dopo la conquista italiana della Punta Serauta e di Quota 3.065 m., il 2 maggio 1916, gli austriaci furono costretti a ripiegare sulla Forcella V, posizione di fondamentale importanza strategica per il controllo del ghiacciaio. Gli imperiali fortificarono la piccola forcella con due caverne (inferiore e superiore) collegate con una scala esterna scolpita nella roccia. Ma il problema maggiore era rifornire questa posizione avanzata, sempre sotto il fuoco italiano, e con condizioni ambientali estreme (d'inverno a 3.000 metri le temperature erano polari e il pericolo delle valanghe sempre presente). Per consentire un approvvigionamento sicuro, costruirono la famosa "Città del Ghiaccio" una rete di gallerie e caverne scavate sotto la superficie del ghiacciaio. Una delle gallerie più incredibili era proprio quella che raggiungeva Forcella V, partiva dalla bocca del ghiacciaio , superava un dislivello di 800 metri era lunga tre chilometri e si percorreva in circa tre ore. (sempre sotto il ghiaccio !!!) n.d.r.)

  Anche per gli italiani, in zona Serauta, Forcella V era l'obiettivo principale. Per un anno intero cercarono di conquistarla, ma invano. La sua posizione era quasi inespugnabile, a sud la proteggeva l'immensa e verticale parete della Marmolada, a nord-est il versante era scoperto, sempre sotto bombardamento austriaco di notte (con i riflettori) e di giorno (quello che oggi si percorre con il sentiero attrezzato). Tralasciati alcuni fantasiosi progetti, come un attacco  con un pallone aerostatico, il Comando Italiano pensò di raggiungere l'agognata forcella scavando una galleria sotto Quota 3.065 m. La storia della Galleria va di pari passo con quella dell'occupazione italiana di Forcella V. 

All'inizio dell'estate 1917 iniziò dal versante est di Quota 3.065 m. (lato Vallon Antermoia) lo scavo della galleria. Dopo tre mesi di lavoro, vennero ultimati i circa due/terzi del tragitto previsto, e venne aperta una finestra sulla parete sud. (la stessa che s'incontra oggi tra i due rami della Galleria "A"). A questo punto gli italiani cambiarono strategia per sorprendere gli austriaci. Iniziarono a scavare un cunicolo in salita (Galleria "B") verso la caverna superiore austriaca. Prima di raggiungerla aprirono un'altro varco sulla verticale parete meridionale. Stava per iniziare lo scontro finale tra i fanti del 51°e 52° "Brigata Alpi" assieme alla 206ª Compagna alpini "Val Cordevole" contro i Landeschützen (promossi a Kaiserschützen dall'Imperatore nel 1917) assieme a reparti dell'Alpenkorps bavaresi. Il 18 settembre 1917, predisposta una terrazza in legno fuori dall'ultima finestra, gli italiani partirono all'attacco, con una scala a pioli scalarono la parete e conquistarono la slanciata cima dell'Ago. Nella notte del 21 settembre, gli italiani con in testa il tenente Flavio Rosso abbattuto l'ultimo diaframma di roccia della galleria "B" occuparono la caverna superiore austriaca, mentre la mattina del 22 settembre, scendendo la cresta est occuparono la Forcella V. La sconfitta per gli austriaci era grave, da quella posizione strategica gli italiani dominavano il ghiacciaio. Per evitare che potessero continuare l'avanzata verso la cresta di Punta Rocca, pensarono di far saltare per aria la forcella. Infatti la Guerra nel cuore della montagna non aveva soste, tutti continuavano a scavare, mentre gli italiani stavano per terminare lo scavo della Galleria "A", per raggiungere la forcella V, gli austriaci scavavano un cunicolo per raggiungerla dal lato ovest (da Quota 3.153 m.) Fu così che il 26 settembre gli austriaci fecero saltare la loro galleria, uccidendo il tenente Rosso con i 14 fanti della Brigata Alpi, i quali erano a pochi metri di distanza in un'altra galleria. 

Mentre sul fronte dell'Isonzo si addensavano le nubi minacciose dell'imminente catastrofe, i fanti e gli alpini italiani, preparavano un'altra azione leggendaria dal punto di vista alpinistico-militare. Per tutto il mese di ottobre lavorarono per realizzare una via attrezzata sulla strapiombante parete sud-est  di Quota 3.153 m. con scale, gradini e pioli (di cui ancora oggi si possono vedere i resti, e che si spera un giorno possa venir ripristinata). Nonostante ormai si sapesse della disfatta di Caporetto (24 ottobre), ed era iniziata la ritirata, i tenacissimi alpini agordini della 206ª Compagnia Battaglione "Val Cordevole" il 31 ottobre 1917 con una straordinaria scalata conquistavano la Quota 3.153 m.

Il 4 novembre 1917 venne dato l'ordine di ritirata della 4ª Armata verso il nuovo fronte sul monte Grappa. Gli alpini e i fanti italiani dovevano ripiegare senza essere stati sconfitti, ma le sofferenze, i sacrifici dopo due anni di aspri combattimenti e di disumane condizioni di vita non si potevano dimenticare. Feriti nell'orgoglio ma non vinti, si racconta che in una baracca fu lasciato un biglietto, infisso con una baionetta su una tavola, sul quale c'era scritto "Ritorneremo".

 Da quei giorni il mantello bianco della Marmolada ritornò per sempre candido.

AVVERTENZA. Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, preparazione e del buon senso. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. - E’ vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione -Tutti i diritti riservati. - © Copyright 2016 MARASSIALP.  font>