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Fotografie: escursione,traversata Forcella Grande|Dolomiti|Torre dei Sabbioni

DOLOMITI del CADORE: traversata della FORCELLA GRANDE 2.255 m.La Torre dei Sabbioni da Forcella Grande

    Album di fotografie e descrizione dell'itinerario della salita da San Vito di Cadore alla Forcella Grande con discesa nella Val d'Ansiei. Spettacolare traversata nel cuore delle Dolomiti del Cadore, tra i Gruppi del Sorapiss e delle Marmarole. L'ampio valico si trova al centro di un maestoso anfiteatro di severe e poco frequentate cime dolomitiche, permette d'ammirare l'imponente ed un pò defilata Torre dei Sabbioni, propaggine del sotto-gruppo Cima Bel Prà. L'escursione è molto bella anche dal punto di vista naturalistico, con una flora ricchissima, inoltre particolarmente interessante è la possibilità d'osservare, le diverse formazioni rocciose che compongono la storia geologica delle Dolomiti. Breve descrizione: 

    ACCESSO - Punto di partenza dell'escursione è il paese di San Vito di Cadore. Dalla piazza principale si prosegue in leggera salita, lungo una stradina secondaria, in direzione della stazione a valle della seggiovia per il rifugio Scotter-Palatini (nel 2016 chiusa), fino a raggiungere il parcheggio. 

   ITINERARIO - Dal parcheggio, nei pressi della Baita Sun 1.155 m., inizia l'escursione lungo una strada forestale che si snoda in un fitto bosco, la salita con pendenze dolci porta ad un primo rifugio: il Scotter -Palatini 1.580 m. (privato, costruito nel 1979). Sopra il rifugio si trova un bivio importante: a destra il sentiero (CAI N°229) prosegue verso la Forcella Piccola ed il rifugio Galassi, mentre la nostra proposta conduce a sinistra sul sentiero (CAI N°228) in direzione del rifugio San Marco. All'inizio si sale attraversando larghi ghiaioni colonizzati da piante di pino mugo, successivamente, superata la mugheta, si entra in un bel bosco ricco di larici e di abeti rossi. Lentamente il sentiero aumenta la pendenza mentre risale il "Col de chi de Os", il cui significato dialettale è: "Colle di quelli di dietro", come la popolazione del Cadore chiamava gli abitanti del Comelico. Lungo la salita, leggermente coperte dall'erica, si possono notare le rocce della Dolomia del Dürrenstein, Rifugio San Marco lo strato basale sul quale poggiano le cime dei "Monti Pallidi". Sulla sommità del colle si trova il rifugio San Marco 1.823 m., costruzione piena di fascino e di storia. Sulle Dolomiti è uno dei pochi rifugi che conservano ancora la struttura originale, costruito nel lontano 1895 dalla sezione C.A.I di Venezia. Base importante per scoprire questo settore dolomitico, ha ricevuto visite di personaggi importanti, quali il re Alberto del Belgio e Don Achille Ratti (divenuto poi Papa Pio XI). Un caratteristico belvedere consente d'ammirare il paese di San Vito di Cadore, gli ampi boschi della Val del Boite, l'imponente mole del Monte Pelmo e il gruppo Rocchette-Croda da Lago. Straordinaria è anche la vista di tutta la via normale di salita del vicino monte Antelao, con le inconfondibili bancate di roccia, inclinate e in equilibrio precario, chiamate “lastroni”. 

Dietro al rifugio, attraversato un bel prato, inizia l'erto canalone del Giou Scuro (nei pressi c’è l’ultimo punto per rifornimento d'acqua). Lungo la salita, discretamente ripida, faticosa e con alcuni brevissimi passaggi su roccette, si possono osservare degli affioramenti rocciosi colorati, sono gli Strati di Raibl. Superato il canalone, si prosegue sui fianchi di alcuni dossi morenici, in un'ambiente sempre più aperto, con da un lato le guglie delle Pales del Tacon e dall’altro dalle propaggini della Cima Bel Prà. Con un ultimo tratto quasi orizzontale si raggiunge la Forcella Grande 2.255 m. L'ampio valico consente una vista mozzafiato sul maestoso gruppo del Sorapiss: dalla Croda Marcora alla Cima principale, dalle Tre Sorelle allo splendido monolito della Torre Sabbioni. La bellissima torre, un gioiello incastonato nel gruppo delle Marmarole, tra la Cima Bel Prà e il Sorapiss è formata da strati di calcare di Dachstein.

 Dalla forcella inizia, in direzione nord, la lunga discesa della Val di San Vito. Il primo tratto è bellissimo con dolci pendenze, si attraversa un paesaggio naturale ancora integro e poco frequentato, formato da una miriade di ruscelli, cascatelle, laghetti, prati, impreziosito da una varietà incredibile di fiori, un vero "Giardino dell'Eden". Mentre la Torre dei Sabbioni diventa sempre più piccola, il sentiero raggiunge la base del Corno del Doge. Da questo punto, mentre l'acqua s'incanala in spettacolari cascate, la traccia scende decisamente più ripida tra altissime pareti ed attraversa ghiaioni e frane recenti. Raggiunto il sottostante Cadin del Doge, si ammira la cascata più bella, quella formata dal rio San Vito, in "caduta libera" da un'altissima parete. Dopo un breve tratto in leggera salita, si entra nella "Foresta di Somadida", da secoli patrimonio naturale, curata prima dalla "Serenissima" ed oggi dal Corpo Forestale dello Stato, ricca di conifere d'alta quota, di larici, di abeti rossi e di cirmoli. La discesa prosegue con ampie serpentine, mentre il paesaggio naturale cambia nuovamente, si attraversa un bosco formato soltanto da faggi. Alla fine si raggiunge il fondo della vallata dove si continua con la strada forestale di Somadida, quasi pianeggiante, realizzata sull'ampio cono alluvionale del Rio di San Vito. La strada conduce, attraverso la secolare foresta di faggi e abeti bianchi al Ponte Piccolo, dove è stato allestito un centro di educazione ambientale, a cura del Corpo Forestale dello Stato, nei pressi del rifugio Tre Sorelle. Ancora un breve tratto di strada sterrata e l'escursione termina al Ponte degli Alberi 1.135 m., dove il rio di San Vito confluisce nel Torrente Ansiei. Superato il ponte si raggiunge la statale S.R 48, che collega Auronzo di Cadore con Misurina, nei pressi della località di Palùs San Marco.

   DIFFICOLTA' - La salita da San Vito di Cadore alla Forcella Grande con discesa nella Val d'Ansiei non presenta difficoltà tecniche, gli unici punti impegnativi si trovano, lungo la salita, sopra il rifugio San Marco con alcuni passaggi su roccette nel canalone Giou, mentre durante la discesa si incontrano alcuni tratti instabili alle pendici del Corno del Doge causa recenti frane. La traversata nel complesso è discretamente faticosa e lunga, consigliata ad escursionisti allenati.

 Vai alla galleria di fotografie:

Traversata della FORCELLA GRANDE da San Vito di Cadore e discesa alla Val d'Ansiei-Auronzo

Traversata da San Vito di Cadore alla Val d’Ansiei attraverso la FORCELLA GRANDE 

Sintesi:   Salita:   Discesa: 
Dislivello tot:  1.100 m. 1.130 m.
Tempo tot: 3,00 - 3,30 h.  2,30 h.
Sviluppo: 16 km. -
Difficoltà: EE (difficoltà)
Note: Per la traversata sono necessarie due automobili

Rododendri alle pendici della Torre dei Sabbioni Rododendri ai piedi della Torre dei Sabbioni

Cartografia Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 016 Dolomiti del Centro Cadore 

DATA escursione:

10 luglio 2016 

BREVI NOTE STORICHE 

Nel 1877 la prima salita della Torre dei Sabbioni segnò una tappa fondamentale nella storia dell'alpinismo. La scalata venne percorsa in solitaria dalla guida Luigi Cesaletti di San Vito. Fu una delle prime vie aperte con la difficoltà di III° grado sulle Dolomiti, discontinua ma esposta, lungo cenge e camini, per poi compiere, a due/terzi della salita, una traversata spettacolare verso lo spigolo sud-est, che presenta un classico passaggio chiamato "passo del gatto".  

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