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Fotografie: Alpi Giuli, salita ai monti Skrlatica e Razor|Parco Nazionale Triglav|ferrate

ALPI GIULIE - Salita sui monti RAZOR 2.601 m. e ŠKRLATICA 2.740 m.  L'immensa Škrlatica

    Galleria di fotografie e descrizione dell'itinerario della salita ai monti Razor e Škrlatica, nelle Alpi Giule, in territorio sloveno. Le montagne che compongono questo settore dell’arco alpino orientale sono particolari: selvagge, aspre, impegnative. Se il loro “re” è il maestoso Triglav (Tricorno) la loro “regina” è sicuramente la Škrlatica, la montagna con la salita tecnicamente più difficile, con le altissime e ripide pareti di roccia dalla colorazione rossa (da qui il nome di "montagna scarlatta"), solitaria, senza punti di appoggio e dai dislivelli importanti. Caratteristiche di un ambiente severo ma ancora incontaminato, con una ricca fauna, inserito nel Parco nazionale del Triglav. La nostra proposta prevede la salita delle due cime durante un itinerario ad anello di due giorni, nella parte orientale della Val Vrata.

  1° GIORNO - Accesso -  Il punto di partenza dell'escursione è il rifugio Alzažev Dom 1.015 m. in Slovenia. Dall'Italia, la località si raggiunge con due vie: da est, raggiunta la cittadina di Tarvisio (UD), si supera il confine di stato a Fusine (Rateče), si attraversa Kranjska Gora e si raggiunge il paese di Mojstrana; da sud, con l’autostrada Lubiana-Jesenice (A2), uscita n° 1 (prima del tunnel delle Caravanche). Da Mojstrana nella valle della Sava, si entra nella valle laterale Vrata, si segue una strada sterrata, a tratti asfaltata e dopo circa 12 km si raggiunge il parcheggio (possibilità lungo la via d’ammirare la cascata Peričnik).  

    Itinerario -  Val Vrata-Pogačnikov dom-monte Razor - Dal posteggio, in pochi minuti, si raggiunge il rifugio Aljažev dom 1.015 m. intitolato a Jakob Aljaž parroco di Dovje, compositore e autore di testi alpini, all’inizio del Novecento contribuì allo sviluppo dell’alpinismo sloveno con l’istituzione del primo servizio di guide alpine, la sistemazione dei sentieri alpini e la costruzione dei primi rifugi intorno al Triglav. Dal rifugio si prende un sentiero pianeggiante che procede sul fondovalle avvicinandosi al torrente. Poco dopo si passa presso il grande e suggestivo monumento ai caduti alpinisti partigiani costituito da un gigantesco chiodo con moschettone. Si prosegue ancora per circa un chilometro, fino ad un bivio, (a sinistra il sentiero continua per la forcella Luknja), mentre verso destra inizia la lunga salita attraverso un fitto bosco di faggi. A circa 1.400 metri d’altitudine, si lascia a sinistra la traccia per il Bivacco pod Luknjo e si continua con lunghe serpentine la risalita di una ripida vallata ghiaiosa, fino ad un salto roccioso che si supera con l’aiuto di un cavetto metallico. Raggiunta una terrazza panoramica, la vista si apre sulla splendida parete nord del Triglav.rifugio Pogacnikov dom L’itinerario prosegue sempre  in salita tra sfasciumi, aridi valloncelli e gradini rocciosi e raggiunge il passo Dovška vratca 2176 m. Si scende dalla parte opposta, osservando la slanciata vetta del Pihavec, alla cui base si pone il bellissimo laghetto Spodnje Kriško jezero (lago inferiore). Una tortuosa traccia conduce alla fine, in leggera discesa, al rifugio Pogačnikov dom 2.052 m.  (Difficoltà: EE, Dislivello salita: 1.160 m./ discesa 125 m., sviluppo 5,5 km. durata 4,00 h.) Il rifugio si trova in una spettacolare posizione aerea sopra la Val Trenta, circondato da un magnifico anfiteatro di vette, tra le quali ad est si trovano i monti Planja e Razor, di quest’ultimo si può osservare tutto il prossimo itinerario di salita. 

Dietro al rifugio inizia una traccia in leggera discesa, che porta ad un incrocio, dove si devia a sinistra, per iniziare l’ascesa al monte Razor. Durante la salita si attraversano tutti i tipi di forme del carsismo superficiale: ripidi campi solcati, esposte pareti scannellate, piccoli inghiottitoi ed alcuni tratti di roccette, che vengono superati con l’aiuto del cavo metallico e di pioli. Successivamente la traccia, con un lungo semicerchio verso destra, sale un ampio ghiaione e raggiunge la forcella Sedlo Planja 2.350 m. Si continua a salire verso destra su ghiaie e gradini rocciosi, fino ad un ripido canale molto friabile che consente di raggiungere le bancate calcaree sotto la vetta, discretamente esposte. Da qui inizia il nuovo itinerario, creato dopo che una frana nel 2013, aveva costretto a chiudere il vecchio sentiero. Con il nuovo percorso attrezzato si affronta una parete verticale alta circa 30 metri, all’interno di un camino molto esposto, dove è necessaria una discreta forza, per affrontare i passaggi tecnici più impegnativi. All’uscita del tratto attrezzato una breve cresta rocciosa conduce alla vetta del monte Razor 2.601 m. (Difficoltà: EEA – I°, Dislivelli: +550 m., durata 2,00 h.) Grandioso panorama sulle Alpi Giulie slovene. Timbro e libro di vetta. Durante la discesa, dalla forcella Sedlo Planja possibilità di salire il monte Planja 2.447 m. (+/-100 m.- 20 min.). Rientro al rifugio Pogačnikov dom, cena e pernotto. 

    2° GIORNO - Bovška vratca-Rdeca škrbina-monte Škrlatica- Aljažev Dom- Dietro al rifugio Pogačnikov dom 2.052 m. inizia una traccia in leggera discesa, che porta ad un incrocio, dove si devia a destra, per iniziare l’ascesa in direzione nord, verso il monte Križ. Lungo la salita si ammirano altri due laghetti di Kriško, quello di mezzo ed il superiore, quest’ultimo il Zgornje Kriško jezero è il lago più alto della Slovenia a 2.154 metri d’altitudine. Raggiunta un’aerea cresta rocciosa, si attacca un’articolata paretina rocciosa, provvista nei punti più esposti di qualche spezzone di cavo metallico e di alcuni pioli, che conduce all’ampia forcella di Bovška vratica 2.375 m. (Difficoltà: EE, Dislivello salita: 320 m., durata 1,00 h.) Dal panoramico valico prima di scendere dalla parte opposta, c’è la possibilità di salire in una quindicina di minuti il monte Križ 2.410 m. Camoscio La discesa si svolge sul classico terreno carsico, ricco di rocce solcate, vaschette di corrosione e grandi placche calcaree. Raggiunto il centro del vallone na Rušju, a circa 2.270 metri, si abbandona il sentiero principale che continua a scendere verso il Bivak IV, e si devia a sx per iniziare la salita verso nord. Si contorna con un sentierino alto, leggermente esposto, una vasta depressione dove confluiscono diversi ghiaioni, habitat naturale di molte famiglie di bellissimi stambecchi. La salita prosegue inizialmente su facili roccette e successivamente con una serie di faticosi zig-zag, sul ripido ghiaione della cima del Dolkova špica, si raggiunge la forcella Rdeča škrbina 2.514 m.  L’ambiente che circonda la stretta forcella è molto suggestivo, alle slanciate guglie ed aguzzi pinnacoli fanno da contrasto paurosi burroni e verticali dirupi, e proprio lungo una di queste ripidissime gole bisogna scendere per continuare l’itinerario. Un breve tratto attrezzato aggira in discesa uno spigolo e conduce ad un ripidissimo ed infido ghiaione, costituito da sfasciumi misti a terra rossa. Con molta attenzione si scende verso il catino sottostante, fino a raggiungere un piccolo prato a quota 2.308 m. ai piedi della impressionante parete meridionale del monte Škrlatica. 

Dal basso, le compatte stratificazioni calcaree, sembrano non presentare punti deboli, invece grazie all’intuizione alpinistica dei primi pionieri (Julius Kugy), è stata realizzata una via molto articolata ed impegnativa che collega una serie di cenge a diedri e fessure. Si attacca il ripido ghiaione, che conduce alle prime roccette, in seguito la via si sviluppa in diagonale, da sx. a dx, lungo il versante sud attraverso cenge attrezzate, ripidi camini e qualche passaggio molto esposto (ma breve) che si supera soltanto con l’aiuto di qualche piolo senza cavo. Superato il caratteristico foro nella roccia (Okno), dopo circa 200 metri di dislivello, si raggiunge lo spigolo tra i versanti sud ed est della montagna. Spettacolare scorcio sull’anfiteatro delle cime di Rokav. Si continua lungo la parete orientale, la traccia risale una serie infinita di balze rocciose, senza più attrezzature, ma con un percorso sempre “delicato”, con passaggi su roccette esposte e spesso ricoperte di insidioso ghiaino. Alla fine si raggiunge la grande croce di vetta del monte Škrlatica 2.740 m. (Difficoltà: EEA – I°, Dislivello tot.: +1.020 m./-330 m., durata tot.: 5,00 h.) Straordinario colpo d’occhio a 360° gradi su tutte le cime delle Alpi Giulie e sulle lontane vallate austriache e slovene. Si ritorna, con lo stesso percorso della salita, 450 m più in basso, alla base della parete, da dove inizia un favoloso e lungo ghiaione in direzione della Val Vrata. Dopo il divertimento della veloce discesa sulle ripide ghiaie, si scendono diversi gradoni rocciosi e aggirando verso destra alcuni pulpiti erbosi, si raggiunge il Bivak IV 1.980 m. (Bivak na Rušju). Dal bivacco si continua la lunga discesa, che inizialmente attraversa praterie di mughi e successivamente conduce all’interno di un fitto bosco, fino a concludere l’itinerario ad anello nuovamente al rifugio Aljažev dom 1.015 m. (Difficoltà: EEA – I°, Dislivello tot.: +1.050 m./-2.055 m., durata tot.: 9,30 h.) 

    DIFFICOLTA’: Le salite ai monti Razor e Škrlatica sono difficili/molto difficili, consigliate solo ad escursionisti esperti.  L’itinerario proposto è estremamente lungo e tecnico, da affrontare solo con un ottimo allenamento e un’adeguata preparazione tecnica. Diversi passaggi di I° grado sono esposti e non protetti, s’incontrano non soltanto sulle cime e sulle creste, ma anche nell’attraversamento delle forcelle e lungo tratti di sentiero all’apparenza “facili”. E’ necessario prestare molta attenzione alle indicazioni (bollini bianco/rossi o semplici righe rosse) perché il percorso, sul tormentato terreno carsico, non è sempre visibile o intuitivo. Sconsigliato in caso di pioggia o soltanto con rocce bagnate. 

Vai alla galleria fotografica:   Salita al monte Razor ed al monte Škrlatica. Cima della Škrlatica

 

 

 

 

Sintesi     tempi/dislivello escursione

Monte Razor da Aljažev dom e discesa al Pogačnikov dom

1° giorno

Tempi:

Dislivello: 

Difficoltà:  

salita

6,00 h 

1.710 m. 

EEA - I°

discesa 

1,45 h 

500 m. 

 

Monte Škrlatica da Pogačnikov dom e discesa al Aljažev dom

2° giorno

Tempi:

Dislivello: 

Difficoltà:  

salita

5,00 h 

1.050 m. 

EEA - I°

discesa  

4,30

2.055 m. 

 

(scale difficoltà)

Il laghetto Spodnje Kriško jezeroIl laghetto Spodnje Kriško jezero

Cartografia

Triglav 1:25.000 – Planinska zveza Slovenije

DATA escursioni:

29-30 agosto 2015 

BREVI NOTE STORICHE 

   La prima ascensione ricordata fu fatta dal versante sud nell’agosto 1880 da parte di Julius Kugy accompagnato dalla guida alpina Andrej Komac e dal cacciatore Matija Kravanja.

Salita alla ŠkrlaticaSalita alla Škrlatica

Salita alla ŠkrlaticaSalita alla Škrlatica

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