ALPI GIULIE - salita al Ricovero Igor Crasso 1.654 m. Il ricovero Igor Crasso

    Galleria di fotografie e descrizione dell’itinerario della salita al ricovero Igor Crasso, nelle Alpi Giulie (criterio SOIUSA). La lunga catena del Canin, termina verso occidente con una dorsale rocciosa che dal monte Sart si perde nella solare Val Resia, sull'ultimo tratto di questa panoramica cresta si trova il ricovero Crasso. Per il notevole dislivello di salita e per la vista mozzafiato, la sua visita è paragonabile all'ascesa di una vetta. Al confine tra le Alpi e le Prealpi Giulie, il bivacco si colloca in una zona protetta da un parco regionale, in un ambiente ancora selvaggio e integro, un gioiello naturalistico silenzioso.  Breve descrizione dell’itinerario:

    ACCESSO - Percorsa l’autostrada A23 Alpe Adria (Palmanova-Tarvisio), in direzione nord, si esce al casello di Carnia-Tolmezzo (UD) e si prosegue in direzione Tarvisio con la SS. 52 e con la SS. 13 (Pontebbana). Raggiunto il paese di Resiutta di devia a destra per imboccare la Val Resia. Si percorre l'ampia vallata fino al paese di Stolvizza, superato il centro in direzione della frazione Ladina, si parcheggia nei pressi della "Baita Alpina".

  ITINERARIO - Dal parcheggio della "Baita alpina" A.N.A. 580 m. inizia il sentiero CAI N° 643 (primo tratto dell'Alta Via Resiana). Dopo un primo tratto di strada asfaltata, superate le ultime case del paese, si prosegue con una carrareccia (in cemento) che ben presto diventa sentiero. La traccia inizia subito a salire discretamente ripida all'interno di un bel bosco, una deviazione (destra) permette di visitare una piccola galleria con feritoia risalente alla Grande Guerra. Si continua lungo un erto prato che raggiunge gli stavoli Tuurse 860 m. Bellissimo scorcio verso il Canin, il monte Sart e la "lontanissima" cresta dove si pone il ricovero Crasso. Si rientra nel bosco (meraviglioso lo spettacolo in autunno), si aggira il monte Tanarado che domina la valle del rio Laschi e, alternando ripidi tratti su terreno roccioso con brevi traversi su prati, si raggiunge la solare prateria con i ruderi delle case di Lomyc. L'ex mulattiera militare, realizzata dagli alpini già nel 1892, ottimamente tracciata, sale regolarmente e raggiunge gli stavoli di Lom 1.200 m., uno dei quali è stato recentemente ristrutturato (Planina). Lentamente ci si avvicina alle prime balconate rocciose, si attraversa l'impluvio del rio Lommig, e si raggiunge un importante bivio a quota 1.491 m.
   Si tralascia l'indicazione verso sinistra, per l'altopiano del Pusti Gost
(CAI N° 632), e si continua diritti verso il ciglione roccioso dove si trova il bivacco, alle cui pendici si osserva una grande grotta naturale, con una piccola sorgente d'acqua. Pochi metri sopra il bivio si abbandona il sentiero principale, per seguire a sinistra una traccia (non segnata) che con un percorso alternativo raggiunge il bivacco Crasso. Si sale verso una cresta rocciosa, si attraversa un ripido pendio e si raggiunge il Picco Peloso 1.585 m., straordinario pulpito panoramico sopra la profonda Val Raccolana e l'ampia Val Resia. Molto bella e inedita anche la vista sulle maestose pareti meridionali della catena monte Cimone-Jôf di Montasio. Si continua la salita verso la sommità della dorsale principale, un breve passaggio roccioso, leggermente esposto, riporta sulla ben identificabile ex mulattiera militare, che rapidamente con alcune serpentine, conduce al Ricovero Igor Grasso 1.654 m.  
   La storia del ricovero-bivacco inizia dalla seconda metà del XIX° secolo, quando questa zona fu giudicata interessante dal punto di vista militare. Venne costruita una comoda mulattiera dal fondovalle della Val Resia, ma soprattutto nel 1892 fu realizzato un grande ricovero militare intitolato alla Regina Margherita, che poteva ospitare fino a 160 persone. L'opera  fu realizzata dagli zappatori del 7° Alpini, a ricordo dei quali oggi si trova ancora una lapide. Nel corso della Prima Guerra Mondiale, nell'ottobre 1917, dopo la disfatta di Caporetto, fu incendiato durante la precipitosa ritirata degli alpini dal Canin. In tempi più recenti (1995), per ricordare la perdita di un giovane alpinista della sezione CAI della XXX Ottobre di Trieste, Igor Crasso, l'edificio è stato recuperato con il contributo della famiglia e degli amici.
   Dal ricovero in pochi minuti si raggiunge la Sella Buia 1.665 m. e un attiguo cucuzolo roccioso 1.682 m. da dove si ammira un nuovo straordinario panorama sulla possente muraglia calcarea della catena del Canin: il monte Sart il Picco di Grubia, la cima Canin e grazie allo sviluppo a semicerchio della catena, fino ai lontani Cerni Vogu e Velika Baba. 
   Il ritorno si svolge sullo stesso itinerario dell'andata, con soltanto all'inizio la possibilità di scendere direttamente fino al bivio 1.191 m. visitando la grotta dell'acqua.

  

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Salita al ricovero Igor Crasso

Salita al ricovero Igor CRASSO

Sintesi: Salita: Discesa:
Dislivello tot: 1.130 m. 1.130 m.
Tempo tot: 3,00 h.   2,00 h.  
Difficoltà: E  (difficoltà)
Sviluppo: 10 km.
Cartografia: Ed. Tabaccco 1:25.000 Foglio 027 Canin - Val Resia, Parco Naturale Prealpi Giulie
 
DATA escursione: 21 ottobre 2020 

Il monte Cimone Il monte Cimone

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