Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: il monte Korada. La vetta del monte Korada

    Album di fotografie e descrizione della salita al monte Korada 811 m. La montagna è il più alto rilievo di una grande zona collinare, a nord di Gorizia, chiamata Collio, politicamente divisa in due tra Italia e Slovenia, dove prende il nome di Brda. Il monte Korada si affaccia sul corso medio del fiume Isonzo, in territorio sloveno, nel tratto più aspramente conteso durante la Prima Guerra Mondiale 1915-18, quando per i primi ventotto mesi il conflitto si concentrò sul fronte isontino. All'inizio della guerra l'esercito italiano occupò tutte le alture sulla destra orografica del Medio Isonzo, installando batterie di artiglieria e diversi punti d'osservazione, opere realizzate per attaccare la sponda sinistra dove erano posizionati i soldati imperiali. Sopra il paesino di Plave, il monte Korada, grazie alla sua posizione geografica, divenne un punto d'osservazione importante a ridosso della "prima linea". Dall'aprile 2015, grazie al lavoro di recupero del Progetto transfrontaliero italo-sloveno "Pot Miru" (Sentiero della Pace), i sentieri, le strade militari e alcuni manufatti bellici sono usciti dall'oblio e oggi si possono visitare con un percorso storico ad anello.

    ACCESSO - Dall'Italia, punto di partenza è la città di Gorizia, si supera il confine italo/sloveno all'ex valico della Casa Rossa e attraversata Nova Gorica, si prosegue in direzione di Bovec. Superata la frazione di Salcano si costeggia il fiume Isonzo e dopo 13 km si raggiunge il paese di Plave. Dal paese si devia verso sinistra, si supera il nuovo ponte sull'Isonzo e si parcheggia. 

    ITINERARIO - Dal parcheggio di Plave 97 m. si segue la strada asfaltata in leggera salita, per rintracciare la piccola indicazione del sentiero "Pot Miru" e un tabellone informativo. Si continua superando un sottopasso ferroviario e si raggiunge la chiesetta Sv. Janeza Krstnik. Da questo punto inizia il sentiero, seguendo la classica segnaletica slovena (bollo bianco contornato di rosso). Si devia a sinistra per salire una ripida traccia nel bosco, verso il paese di Vrtače. Ad una quota di circa 340 metri s'incrocia la strada forestale, la si segue per un breve tratto, per rientrare sul sentiero che conduce a  Vrtače 600 m.
   Tra le case sparse della frazione, dopo aver nuovamente incrociato la strada forestale per un tratto brevissimo, s'imbocca un sentierino che prosegue con una pendenza discreta, fino a raggiungere la strada asfaltata che collega i paesini della Brda: Vrhovlje pri Kojskm con Lig. Si oltrepassa la strada, seguendo le indicazioni per Korada e si continua in ripida salita. Il sentierino taglia alcune carrarecce e alla fine conduce
alla chiesetta di Sv. Genderca (Santa Gertrude), situata in una posizione panoramica tra prati e boschi, alle pendici della catena del Kolovrat. Si continua sulla dorsale erbosa  e poco dopo si raggiunge l'ampia sommità del monte Korada 811 m.
   Da qui si potrà ammirare una vista spettacolare che abbraccia i tre santuari mariani di Castelmonte, Maria Zell e Monte Santo, collegati da un'antica via conosciuta come "Via dei Monti Sacri", oltre a godere di una vista che spazia verso il Collio (Goriška Brda) con i suoi caratteristici vigneti a terrazza e poi attraverso il Carso, fino all’Adriatico e al Golfo di Trieste. Verso settentrione si ammira la cerchia prealpina ed alpina delle Giulie. In particolare spiccano i gruppi del Canin e del monte Nero (Krn). Più a nord si staglia la vetta del Triglav, mentre più vicini si notano il Matajur e il Kolovrat e, oltre l’Isonzo, il Sabotino e l’altopiano della Bainsizza (Banjšice) con il Kuk, Vodice e il monte Santo (Skalnica) .
   Dal balcone delle Alpi slovene, superato il cippo della vetta, provvisto di libro e timbro
(žig) si prosegue la traversata della sommità e in pochi minuti si raggiunge il rifugio Koča na Koradi 802 m. Si trova all'interno di un bel boschetto, costruito sulle fondamenta di edifici militari italiani della Grande Guerra, ai piedi di due grandi piazzole di artiglieria antiaerea con le caratteristiche rotaie circolari.

   DISCESA - Dal rifugio si ritorna indietro lungo lo stesso percorso della salita, attraverso la vetta del Korada, la chiesa di Sv. Genderca, fino alla frazione di Vrtače 600 m. Da questo punto si abbandona il percorso dell'andata, per scendere lungo una strada sterrata, costruita dal Genio militare italiano durante il primo conflitto mondiale. La carrareccia scende con pendenza regolare e lunghi tornanti fino al paese di Zamedveje e di seguito alla stazione ferroviaria di Plave. Senza attraversare la ferrovia, si continua sulla destra con una strada che ritorna al parcheggio di Plave 97 m. a conclusione dell'itinerario ad anello.

    DIFFICOLTA' - La salita al monte Korada è facile.

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Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: il monte Korada

Salita al monte Korada

Tempo salita: 2,30 h.
Tempo discesa:: 2,00 h.  
Dislivello salita: 730 m.
Dislivello discesa: 730 m.
Sviluppo: 15 km.
Difficoltà: facile

Koca na KoradiKoča na Koradi


Cartografia: Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 054 Collio-Brda-Gorizia
G.Z.Slovenije -1:50.000 Goriška
DATA escursione: 7 aprile 2024 

NOTE STORICHE della Grande Guerra sul Korada

 All'inizio del conflitto, il 24 maggio 1915,  l'esercito italiano con il 65° Reggimento Valtellina superò il vecchio confine, con l'Impero austro-ungarico, e occupò il monte Korada senza colpo ferire.  Gli austriaci avevano deciso di ritirarsi al di la' del fiume Isonzo, sul versante orografico sinistro, dove si prepararono alla tenace difesa, schierando le divisioni più efficienti e fortificando le ripide sponde del fiume. Gli italiani a loro volta predisposero sul monte Korada postazioni di artiglieria di grosso calibro a difesa della  seconda linea del fronte. Tutto venne spazzato via con la Dodicesima battaglia dell’Isonzo, il 24 ottobre 1917, con la "disfatta" di Caporetto.


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