Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: il monte Castellazzo e la Casa Cadorna. Il lago di Doberdò e la Casa Cadorna

    Album di fotografie e descrizione della visita al Museo all'aperto della Grande Guerra al monte Castellazzo, al Colle Nero (Črni Hrib) e alla Casa Cadorna. Si tratta di piccoli colli rocciosi che circondano a settentrione il lago di Doberdò e furono coinvolti durante la Prima Guerra Mondiale 1915-18. Si collocano sul bordo nord-ovest del Carso goriziano nel settore del fronte isontino. Nel 1916 sul monte Castellazzo, importante punto d'osservazione sulla prima linea, fu costruito un ricovero che prese il nome di Casa Cadorna, dopo una visita del Comandante supremo dell'esercito italiano, a seguito dell'avanzamento del fronte verso est, nella Sesta Battaglia dell'Isonzo. Breve descrizione della visita con itinerario ad anello:

    ACCESSO - Dal paese di Doberdò del Lago (GO) si raggiunge in breve il Centro Visite Gradina, (2 km.) sulle propaggini occidentali del Colle Nero (Črni Hrib) dove si parcheggia.

   ITINERARIO - Il Centro Visite Gradina è la porta d'entrata della Riserva Regionale Laghi di Doberdò e Pietrarossa. Importante istituzione nata principalmente per salvaguardare il Lago di Doberdò, raro esempio di lago superficiale su terreno carsico alimentato da acque sotterranee. Superato l'edificio principale, sede di un museo dedicato agli aspetti storici, della fauna e della flora del Carso, si raggiunge una terrazza panoramica, che offre una bellissima vista sulle alture e valloni carsici che degradano verso il Mar Adriatico (Arupacupa-"Quota 144", Cosich e Debeli).   
   Si prosegue con una carrareccia molto ampia, perfettamente orizzontale alle pendici del
Colle Nero (Črni Hrib); lungo la via si osservano diversi manufatti della guerra. Terminata la strada si continua sui sentieri CAI N° 77-78, che affrontano un breve tratto di roccette articolate, leggermente impegnativo, che conduce alla Casa Cadorna 106 m. Il ricovero venne costruito nel 1916 (e restaurato nel 1977), sul ciglione carsico che precipita sulla sottostante  depressione che contiene il lago di Doberdò. La dedica al generale risale ad una visita che Cadorna fece alle truppe proprio in questo luogo, ritenendolo un posto assolutamente sicuro, al riparo da eventuali attacchi nemici.
   Si visita le galleria che consentiva ai soldati italiani di raggiungere la postazione "Osservatorio", al riparo delle artiglierie austroungariche posizionate sulla "Quota 208" dell’Altopiano di Comeno. Ancora oggi si può apprezzare come da questa posizione era possibile avere una chiara visione della Prima linea: da Quota 144 -Lago di Doberdò-Selo ed la fortezza Ermada.
   Dalla Casa Cadorna, si sale una ripida scala in pietra fra i ruderi di diversi edifici e si raggiunge la sommità del monte Castellazzo 155 m. e le rovine di un castelliere. Si prosegue sulla landa carsica che ricopre la vetta del
Colle Nero (Črni Hrib) e si rientra al parcheggio del Centro visita Gradina.  

      DIFFICOLTA' - La salita al monte Calvario e la visita di Oslavia è facile.

 

 Vai alla galleria di fotografie:

Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: il Museo all'aperto della Grande Guerra sul monte Castellazzo

Museo del Monte Castellazzo e del Colle Nero (Črni Hrib)  

Durata della visita: 2,00 - 3,00 h.  
Difficoltà: facile

Cartografia: Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 047 Carso Triestino e Isontino

NOTE STORICHE  sul Carso di Doberdò

 All’inizio della Grande Guerra sul Carso, il 24 maggio 1915, l'esercito austroungarico preparò la sua linea di difesa lungo la sponda sinistra del fiume Isonzo. A meridione, i soldati imperiali si disposero lungo il primo gradino del ciglione carsico di Doberdò, dal monte San Michele al monte Sei Busi. Da queste posizioni dominanti, protetti da formidabili linee di trincee, reticolati e nidi di mitragliatrici, attesero l'attacco dell'esercito italiano. Le prime Battaglie dell'Isonzo rivelarono immediatamente l'impreparazione dei Comandi italiani alla guerra di trincea, portando all'inutile massacro migliaia di uomini. Soltanto un anno dopo, con grandi sacrifici, i soldati italiani  con la vittoria nella Sesta Battaglia dell'Isonzo (6-17 agosto 1916), riuscirono a sfondare la linea difensiva austro-ungarica. Di conseguenza l'intero settore ad occidente del “Vallone” (Carso di Doberdò) venne occupato dagli italiani, compreso il monte Castellazzo. Con la perdita di Doberdò, gli austriaci furono costretti a ripiegare su nuove posizioni arretrate, organizzando la nuova difesa sul Carso di Comeno ad oriente del “Vallone”, sulle balze carsiche del Nad Logem fino al paese di Oppachiasella (Opatje Selo). La linea correva davanti all’invincibile roccaforte imperiale dell’Ermada, era questo il fondamentale caposaldo a difesa della città di Trieste.


AVVERTENZA. Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità e del buon senso. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. - E’ vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione -Tutti i diritti riservati. - © Copyright 2023 MARASSIALP.