Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: il monte Calvario e Oslavia. L'obelisco dei quattro generali a Oslavia, quota 172 m

    Album di fotografie e descrizione della salita al monte Calvario (Podgora o Kalvarija) 241 m. e Oslavia. La montagna è in realtà un colle ad ovest di Gorizia e deve la sua triste fama, per esser stata aspramente contesa durante la Prima Guerra Mondiale 1915-18, quando fu il principale obiettivo italiano, all'inizio del conflitto, sul fronte isontino. Il monte Calvario prende il nome dalle tre croci edificate sulla sua sommità nel 1700, rappresentanti la crocifissione di Cristo, chiamato in sloveno Podgora, durante il conflitto fu un caposaldo, assieme al monte Sabotino, della famosa testa di ponte austroungarica a difesa di Gorizia. Oggi chi sale sul monte Calvario non potrà osservare grandi testimonianze della guerra, poichè le trincee, i ricoveri e le postazioni furono disintegrate dai bombardamenti durati per un anno intero. Inoltre a causa del terreno argilloso della montagna, quando pioveva si formavano dei veri e propri torrenti di fango che s’insinuavano dappertutto e spesso travolgevano le opere militari. Disceso il monte Calvario si visitano le alture di Oslavia, frazione di Gorizia, sulle propaggini orientali del Collio, dove grandi monumenti ricordano le vicende belliche. Breve descrizione della traversata:

    ACCESSO - Da Gorizia centro, ci si dirige in auto, verso il paese di Lucinico, percorso il Ponte 8 agosto, si continua sul Viadotto "Ragazzi del 99", e si esce subito a destra, in direzione della frazione Piedimonte del Calvario.

   ITINERARIO - All'entrata di Piedimonte del Calvario 57 m. s'incontra subito un sottopasso ferroviario intitolato ad Aurelio Baruzzi, il sottotenente protagonista di una temeraria azione durante la Grande Guerra, con la quale raggiunse per primo Gorizia. Si prosegue fino al grande parcheggio della ex scuola elementare del paese. Da qui inizia la salita a piedi del monte Calvario, inizialmente lungo una strada asfaltata ed in seguito percorrendo i sentieri ripristinati dal 2016 a cura di volontari ed enti regionali. Il sentiero sale "il Colle della Memoria" attraverso una fitta vegetazione lungo la dorsale Ovest (il “Naso di Lucinico”, uno dei punti più contesi nel primo anno di guerra) fino alle Tre Croci (quota 184 m.). Rappresentazione del Golgota, la località prossima a Gerusalemme, dove venne portato Cristo per essere crocifisso, tradotto dall'aramaico al latino in Calvario. Dalla terrazza del monumento si apre un bellissimo panorama su Gorizia. Si prosegue e in breve si raggiunge l'ampio spiazzo monumentale della vetta del monte Calvario 241 m. con al centro l'Obelisco, dedicato alle truppe italiane che su questo colle hanno sacrificato la loro giovane vita. La sommità del colle è circondata da un'esuberante ed intricata vegetazione che non permette scorci panoramici, ma raccoglie al suo interno diversi monumenti e cippi. Il cippo dedicato ai Volontari Giuliani-Dalmati e il cippo dedicato al Reggimento Carabinieri Reali.
   Si prosegue in discesa verso al Vallone delle Acque sul versante nord-est del Calvario, lungo un sentiero, all’inizio piuttosto ripido, che si tiene sempre sul culmine del crinale (anche questo molto conteso e costato tante vite umane). Lungo la discesa, si trova la tomba di Scipio Slataper, scrittore e irredentista nato a Trieste. Raggiunta la riva del torrente Groina, al centro del Vallone delle Acque, si prosegue con la risalita del versante opposto attraversando il parco Piuma. Si segue un buon sentiero, reso più agevole da gradini e ponticelli in legno. Il paesaggio lentamente cambia, perché dal fitto del bosco, si passa alla straordinaria bellezza del Collio, con i suoi vasti vigneti che ricoprono con arte geometrica le colline. Panorama impreziosito con la vista del leggendario monte Sabotino. Infine si raggiunge la strada asfaltata che collega Oslavia a San Floriano.

  La strada raggiunge velocemente l'entrata del Sacrario militare di Oslavia costruito nel 1938 sulla quota 153. Si presenta con un imponente corpo centrale di forma cilindrica in pietra bianca, sulla sommità di una scalinata. Custodisce le spoglie di 57.741 soldati italiani e austriaci caduti nelle prime Battaglie dell'Isonzo, nella zona di Gorizia. Vicino al vertice sinistro dell'Ossario, è stata collocata una campana denominata "Chiara".
   Si prosegue lungo la strada, si prende una deviazione a sinistra per raggiungere la martoriata quota 172, dove sorgevano il paese e la chiesa di Oslavia, che furono completamente distrutti durante la Prima Guerra Mondiale. In cima alla collina esisteva il cimitero di guerra dei "Quattro Generali" perchè tra le migliaia di caduti conservava le spoglie anche di quattro generali, tra le quali quelle di Achille Papa morto nel 1917 sulla Baisnizza. Oggi del cimitero rimane soltanto l’obelisco, mentre tutte le salme furono traslate nell'Ossario. Rientrati sulla strada si potrà ancora osservare la terribile quota 188, che costituiva la roccaforte difensiva austro-ungarica della zona, e oggi solo innocua sede di un serbatoio dell’acquedotto.

      DIFFICOLTA' - La salita al monte Calvario e la visita di Oslavia è facile.

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Sui sentieri della Grande Guerra del fronte isontino: il monte Calvario-Oslavia

Colle della memoria: il monte Calvario e Oslavia 

Durata della visita: 4,00 - 5,00 h.  
Difficoltà: facile

Calvario, le Tre CrociCalvario, le Tre Croci


Cartografia: Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 054 Collio-Brda-Gorizia

NOTE STORICHE della Grande Guerra sul monte Calvario

 All'inizio del conflitto, il 24 maggio 1915,  il Comando dell'esercito austroungarico, nell'attesa dell'attacco italiano,  aveva preparato la difesa schierando le divisioni più efficienti e fortificando le ripide sponde del fiume Isonzo. Lungo il corso Medio del fiume aveva realizzato una roccaforte strategica a difesa di Gorizia, "una testa di ponte" sulla destra orografica con due baluardi: il monte Calvario e il monte Sabotino. Durante tutto il primo anno di guerra (1915), l'esercito italiano si sacrificò inutilmente sui colli del Calvario e di Oslavia. Lo scontro violentissimo tra i coraggiosi attaccanti italiani ed i tenacissimi difensori imperiali si risolse  in una carneficina. La Terza e la Quarta battaglia dell'Isonzo (10 nov.-5 dic. 1915) costarono all'Italia 115.000 uomini tra morti e feriti, all'Austria 65.000. Soltanto l'anno successivo, con la Sesta battaglia dell'Isonzo i fanti dei Reggimenti Pavia, Cuneo e Casale riuscirono a conquistare il monte Calvario e i colli di Oslavia (6-7 agosto 1916) e travolgere le difese della 58ª divisione austriaca. Il 6 agosto cadeva in mano italiana anche il Sabotino. Si apriva la via per Gorizia, dove il giorno 8 entrò per primo il 28° Fanteria Pavia comandato dal sottotenente Aurelio Baruzzi.


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