Salita al Col Locia DOLOMITI - Salita con le ciaspole all'Alpe di Fanes dalla Val Badia

    Galleria di fotografie e descrizione della salita invernale con le ciaspole o racchette da neve all'Alpe di Fanes, con partenza dall'Armentarola (Val Badia), via Col Locia, Passo del Limo e arrivo ai rifugi Lavarella 2.042 m. e Fanes 2.060 m. Il mitico Regno del Fanes, i cui misteriosi abitatori hanno ispirato fantastiche leggende, è inserito nel Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies il quale si estende dalla Val Badia alla Valle di Landro. Quando arriva l'inverno e l'incantesimo della neve ricopre l'altopiano, sull'Alpe di Fanes ritorna il silenzio, è il momento migliore per scoprire fantastici luoghi, immersi nella bellezza incontaminata delle Dolomiti. Infinite distese di neve vergine, invitano ad effettuare entusiasmanti escursioni con le ciaspole, racchette da neve, saranno emozioni indelebili, sarà il ricordo infinito di un momento di grande sintonia con la montagna, sarà la scoperta di suggestivi paesaggi costellati di capolavori della natura.

    PERCORSO - Dalla Località Armentarola in Val Badia, superato il Rü Sciarè, si raggiunge la Capanna Alpina 1.726 m. Dal grazioso rifugio inizia l'escursione con le ciaspole, si segue una traccia in leggera salita, all'interno di una fitta mughetta (sentiero CAI 11) che attraversa il Plan de la Forca. L'itinerario prosegue con maggior pendenza alle pendici della Cima da Lago, e supera sulla destra una profonda forra, creata dal rio Sarè, inerpicandosi con stretti tornanti, protetti da palizzate di legno, che consentono con un po' di fatica di raggiungere il Col Locia 2.069 m. (circa 1 ora) Dal valico con alcuni dolci saliscendi si prosegue lungamente, in direzione del Passo Tadega (Ju da l'Ega), 2.143 m. Immersi in un paesaggio silenzioso e immacolato, l'itinerario con le ciaspole continua praticamente orizzontale, sulla destra si osserva l'enorme frana del Gran Masarè, con centinaia di grandi massi disseminati sui pendii, mentre sulla sinistra si potranno i contrafforti del Piz Cunturines. Raggiunta la Malga Fanes Grande 2.102 m. (circa 3 ore), dopo una breve sosta si prosegue in leggera salita, in direzione del Passo di Limo 2.174 m. Favoloso panorama sull'Alpe di Fanes e su tutte le vette che la circondano. Dal Passo si scende con alcuni facili tornanti verso i rifugi di Ücia de Fanes 2060 m. e Ücia Lavarella 2042 m.

    DISCESA - La discesa dall'altipiano del Fanes si svolge lungo l'itinerario di salita. Molto interessante è anche la traversata di tutta l'Alpe di Fanes dalla Val Badia a San Vigilio di Marebbe, con la discesa al rifugio Pederù (necessario organizzarsi con più mezzi). Un'escursione straordinaria attraverso il cuore del Fanes, circondati da un paesaggio naturale incontaminato. I rifugi Lavarella e Fanes sono importanti punti d'appoggio, dove si consiglia di pernottare per compiere, il giorno successivo, le escursioni più lunghe e impegnative che offre l'altopiano, in direzione delle cime e dei passi che circondano l'Alpe

    ATTREZZATURA TECNICA - La classica dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, l'Arva, la pale e la sonda. 

    DESCRIZIONE DIFFICOLTA' - Facile escursione invernale sulle Dolomiti, con le racchette da neve, ciaspole, ai rifugi Fanes e Lavarella, discretamente lunga. Consigliato pernottare ad uno dei due rifugi, e il giorno seguente effettuare una escursione sull'altopiano o sulle cime più vicine.

 Vai alla galleria fotografica: 

RIFUGIO FANES

 

    Salita con le ciaspole ai rifugi Fanes e Lavarella dalla Val Badia                     

Tempo salita: 3,30 h  
Tempo discesa: 2,30 h

Dislivello salita:       

500 m. 

Dislivello discesa:

500 m. 

Difficoltà:       

facile 

Enrosadira sulle Dolomiti Enrosadira sulle Dolomiti

 

Cartografia

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 03 Cortina d'Ampezzo 

DATA escursione:

6 febbraio 2010 

 

IMPORTANTE: Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, esperienza e del buon senso. Le indicazioni riportate si riferiscono allo stato del percorso al momento in cui l'escursione è stata effettuata, in caso di ripetizione bisogna pertanto verificare preventivamente lo stato e la percorribilità dell’itinerario. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. Anche l'escursionista con le ciaspe è soggetto al rischio valanghe! Non bisogna lasciarsi ingannare dal percorso agevole: il giudizio "facile" non è sinonimo di "sicuro". L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA (assieme alla sonda ed alla pala) è fortemente consigliato all’escursionista invernale,  il quale deve anche conoscere i temi fondamentali della sicurezza, conoscere i meccanismi della formazione del manto nevoso e delle valanghe. Ed inoltre, prima di ogni escursione invernale, bisogna consultare (sempre!!) il bollettino nivometereologico. www.aineva.it  

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