Passo di Limo DOLOMITI - Salita con le ciaspole all'Alpe di Fanes e al Passo di Limo

    Galleria di fotografie e descrizione della salita invernale con le ciaspole o racchette da neve all'Alpe di Fanes, con partenza dal rifugio Pederù e arrivo ai rifugi Lavarella 2.042 m. e Fanes 2.060 m. Un'area delle Dolomiti da sogno, composta da cattedrali di roccia dalle pareti rosate, da guglie che si slanciano verso il cielo, da dolci pendii. Visioni che eccitano la fantasia, che in tempi lontani hanno fatto nascere bellissime leggende. Quando l'incantesimo della neve ricopre l'altipiano, e assume ancora di più l'aspetto di un ambiente fatato, il Gruppo del Fanes invita a compiere bellissime "ciaspolate". I rifugi Lavarella e Fanes sono importanti punti d'appoggio, dove si consiglia di pernottare per compiere, il giorno successivo, le escursioni più lunghe e impegnative che offre l'altopiano, verso le cime e i passi che circondano l'Alpe.

    PERCORSO - Dal paese di San Vigilio di Marebbe si percorre la rotabile fino al rifugio Pederù 1548 m. L'escursione con le ciaspole inizia con una salita leggermente ripida solo nel primo tratto, (sentiero CAI 7) ma estremamente gratificante metro dopo metro: ampie vedute,  cime dolomitiche sempre più vicine, un profondo ruscello che solca la vallata, vasti alpeggi d'alta quota incantati nella stagione invernale, fino a raggiungere un vasto pianoro a circa 1900 metri di quota. L'itinerario percorre ora un lungo tratto soleggiato, panoramico e quasi pianeggiante che si addentra nella vallata fino a portarsi ai piedi delle pareti del Col Bechei e della Sella di Ciamparoagn. Le pendenze riprendono a salire, moderatamente, ma in pochi minuti si perviene all'alpe di Fanes, dove a breve distanza si trovano i rifugi di Ücia de Fanes 2060 m. e Ücia Lavarella 2042 m.

Dai rifugi dell'Alpe di Fanes, si prosegue fino al passo di Limo 2.174 m.(sentiero CAI 11), dove i panorami si ampliano ulteriormente. Superato il lago ghiacciato, si segue la traccia in direzione del rifugio Utia de Gran Fanes (chiuso d'inverno). Il paesaggio è straordinario, si "ciaspola" in un ambiente con neve vergine, con le sontuose pareti del Piz Counturines e del Col Bechei, che dominano l'altopiano, mentre più lontane svettano le cime delle montagne Furcia Rossa e del Vallon Bianco.(dislivello dal rifugio Fanes 200 m.)

    DISCESA - La discesa dall'altipiano del Fanes si svolge lungo l'itinerario di salita. Molto interessante è anche la traversata di tutta l'Alpe di Fanes da San Vigilio di Marebbe alla Val Badia, con la discesa all'Armentarola, via passo Limo, Col Locia e Capanna Alpina (necessario organizzarsi con più mezzi). Un'escursione straordinaria attraverso il cuore del Fanes, circondati da un paesaggio naturale incontaminato.

    ATTREZZATURA TECNICA - La classica dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, l'Arva, la pale e la sonda. 

    DESCRIZIONE DIFFICOLTA' - Facile escursione invernale sulle Dolomiti, con le racchette da neve, ciaspole, al rifugio Fanes e Lavarella, indicata anche ai principianti. Consigliato pernottare ad uno dei due rifugi, e il giorno seguente effettuare una escursione sull'altopiano o sulle cime più vicine.

 Vai alla galleria fotografica: 

RIFUGIO FANES

 

    Salita con le ciaspole ai rifugi Fanes e Lavarella                      

Tempo salita: 2,30 h  
Tempo discesa: 2,00 h

Dislivello salita:       

500 m. 

Dislivello discesa:

500 m. 

Difficoltà:       

facile 

Salita al RIFUGIO FANES Salita al rifugio Fanes

 

Cartografia

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 03 Cortina d'Ampezzo 

DATA escursione:

18 marzo 2006 

PASSO DI LIMO Passo del Limo, altopiano del Fanes 

 

IMPORTANTE: Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, esperienza e del buon senso. Le indicazioni riportate si riferiscono allo stato del percorso al momento in cui l'escursione è stata effettuata, in caso di ripetizione bisogna pertanto verificare preventivamente lo stato e la percorribilità dell’itinerario. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. Anche l'escursionista con le ciaspe è soggetto al rischio valanghe! Non bisogna lasciarsi ingannare dal percorso agevole: il giudizio "facile" non è sinonimo di "sicuro". L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA (assieme alla sonda ed alla pala) è fortemente consigliato all’escursionista invernale,  il quale deve anche conoscere i temi fondamentali della sicurezza, conoscere i meccanismi della formazione del manto nevoso e delle valanghe. Ed inoltre, prima di ogni escursione invernale, bisogna consultare (sempre!!) il bollettino nivometereologico. www.aineva.it  

Modalità per chiamare il Soccorso Alpino

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