Monte Piana DOLOMITI - Salita con le ciaspole al Rifugio BOSI sul Monte Piana 

     Galleria di fotografie della salita invernale al Monte Piana ed al Rifugio Bosi con le ciaspole o racchette da neve. Il Monte Piana è una montagna famosa, costituisce una sintesi unica dei momenti storici della Grande Guerra e dei meravigliosi scorci panoramici sulle Dolomiti. Non ha nulla in comune con le famose vette dolomitiche che lo circondano, ha una struttura tozza, una cima piatta e i suoi versanti, da ogni lato, sono caratterizzati da ripide scarpate e scoscesi valloni. Ma rimane una montagna celebre, durante la Prima Guerra Mondiale sulla sua sommità pianeggiante, in uno spazio relativamente limitato, si fronteggiarono i soldati italiani ed austriaci in una incredibile guerra di posizione, molto cruenta, in condizioni ambientali terribili. Si racconta di sette metri di neve caduti sul Monte Piana nell' inverno del 1917, con temperature polari e venti gelidi. Oggi, il filo spinato, gli assi di ferro a vite e i cavalli di Frisia che sbucano dalla neve, sono testimonianze commoventi, della più grande "Guerra d' Alta Montagna", combattuta nella storia dell'uomo. 

    La salita con le ciaspe al Monte Piana, non è soltanto una rivisitazione storica, ma è anche una bella escursione invernale, su una montagna dai panorami incomparabili, conosciuti dai turisti già dal secolo scorso. Ricordiamo a tale proposito, la visita del grande poeta Giosuè Carducci nell'anno 1892, a testimonianza della quale è stata eretta la "Piramide Carducci". 

    ITINERARIO - Da Cortina si sale al Lago di Misurina, e si prosegue in direzione della strada delle Tre Cime. Prima della ripida salita verso il lago d'Antorno , si devia a sinistra dove si parcheggia. Nei pressi della partenza dello skilift "la Loita", (e della partenza delle motoslitte) inizia la strada militare che conduce al Monte Piana. In alternativa, (per evitare d'incrociare le motoslitte che fanno servizio taxi per il rifugio Bosi), si prosegue in auto fino al rifugio Lago d' Antorno 1866 m. Calzate le ciaspole, inizia l'escursione, si devia subito a sinistra (indicazione) e si traversa un bosco in direzione della forcella Bassa, alle pendici del Col de le Saline. Aggirato il colle, si ritrova la strada militare, che si segue con ripidi tornanti fino al rifugio Maggiore Angelo Bosi 2205 m., posto sull'estremità meridionale del Monte Piana. Ammirato il panorama (spettacolare vista sulle Tre Cime di Lavaredo), e visitata la Cappella a ricordo dei caduti di Monte Piana, si prosegue sulla traccia, che ricalca il Sentiero Storico. (sentiero CAI 122).

  Il sentiero storico è un percorso che attraversa tutta la sommità "pianeggiante" della montagna, realizzato dall' associazione volontaria " Amici delle Dolomiti", consente di visitare tutte le testimonianze più significative, legate alla Grande Guerra. 

 La pianeggiante vetta della montagna è composta da due parti: la sommità Sud e la sommità Nord divise dalla Forcella dei Castrati, l'itinerario proposto consente la visita di ambedue le parti. Dal rifugio una traccia battuta continua in leggera salita al centro della Sommità Sud, al centro di dolci pendii immacolati, (da evitare le indicazioni di sentieri che portano sul ciglio del pianoro, sentiero storico "settore italiano" CAI 6a), ed in circa 45 minuti si raggiunge La Capanna Carducci (chiusa) ed il monumento del poeta. Un breve tratto separa la capanna dal punto più alto di Monte Piana a quota 2.325 m. (croce) ed il suo favoloso panorama. Un colpo d'occhio meraviglioso, una vista a 360° gradi sulle Dolomiti: il Cristallo, la Croda Rossa, il Picco di Valandro, il Monte Rudo, i Tre Scarperi, le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini ed il Sorapiss. Qui termina la parte della ciaspolata facile e "sicura", con la traccia battuta dal gatto delle nevi sulla carrareccia estiva. 

    La prosecuzione dell'escursione invernale verso la Sommità Nord richiede esperienza e conoscenza del manto nevoso, poiché spesso la traccia non è battuta e la neve nasconde un terreno insidioso, ricco di camminamenti, trincee e fenditure del terreno carsico. Si rientra verso la Capanna Carducci, e si scende verso la Forcella dei Castrati, (nord), puntando all'evidente crocifisso in cemento del "Cippo dei caduti del 55° Fanteria". Si attraversa la Forcella, prestando attenzione all'eventuale presenza di cornici di neve in direzione della Val Rimbianco (est) e si prosegue, sul versante opposto, con una breve ma ripida salita che conduce al monumento "Campana dell'Amicizia". E' questo sicuramente il posto più suggestivo di monta Piana: il monumento, il filo spinato che spunta dalla neve e sullo sfondo l'incomparabile fascino delle Tre Cime di Lavaredo. Un'immagine di rara bellezza ma anche testimonianza di tragici eventi. La prosecuzione dell'itinerario conduce attraverso tutto l'altopiano della Sommità Nord, fino alla grande Croce di Dobbiaco 2.305 m., posizionata all'estremità settentrionale del monte Piana. Grandioso panorama. Da evitare il margine della cima che precipita sulla cengia sottostante, sulla quale si svolge il sentiero storico "settore austriaco" CAI 6. Dalla vetta (chiamata anche Monte Piano) si rientra per lo stesso percorso alla forcella dei Castrati e attraverso candidi pendii al rifugio Bosi. Anche il ritorno al Lago d'Antorno avviene lungo lo stesso itinerario della salita.

    ATTREZZATURA TECNICA - La classica dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, l'ARVA, la pala e la sonda. 

    DESCRIZIONE DIFFICOLTA' - La salita al rifugio Bosi e al Monte Piana con le racchette da neve, ciaspole, è facile.  Bisogna però fare molta attenzione, alle trincee,  ai camminamenti e alle  spaccature del terreno ricoperte dalla neve. Inoltre si deve evitare di raggiungere l'orlo del tavolato, poichè questo precipita sulle sottostanti vallate con ripidi dirupi. 

 Vai alla galleria fotografica:   

  Escursione con le ciaspole al rifugio BOSI e al Monte PIANA  

 

 

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Tempo salita al rif. Bosi:     2,15 h  
Tempo  discesa dal rif. Bosi:     1,45 h  
Tempo  "sentiero storico":     3,00 h

Dislivello salita:       

    470 m. 

Dislivello discesa:

    470 m. 

Difficoltà:       

facile 

Note:

Attenzione alle trincee ricoperte dalla neve.

MONTE PIANA Il Cristallo da Monte Piana 

Cartografia

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 03 Cortina d'Ampezzo 

DATA escursione:

9 gennaio 2008-7 marzo 2015

TRINCEE A MONTE PIANA  Trincee sul Monte Piana 

 

IMPORTANTE: Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, esperienza e del buon senso. Le indicazioni riportate si riferiscono allo stato del percorso al momento in cui l'escursione è stata effettuata, in caso di ripetizione bisogna pertanto verificare preventivamente lo stato e la percorribilità dell’itinerario. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. Anche l'escursionista con le ciaspe è soggetto al rischio valanghe! Non bisogna lasciarsi ingannare dal percorso agevole: il giudizio "facile" non è sinonimo di "sicuro". L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA (assieme alla sonda ed alla pala) è fortemente consigliato all’escursionista invernale,  il quale deve anche conoscere i temi fondamentali della sicurezza, conoscere i meccanismi della formazione del manto nevoso e delle valanghe. Ed inoltre, prima di ogni escursione invernale, bisogna consultare (sempre!!) il bollettino nivometereologico. www.aineva.it  

Modalità per chiamare il Soccorso Alpino

ITALIA : 118

SLOVENIA: 112

AUSTRIA: 140