DOLOMITI - Escursione con le ciaspole al Rifugio Antelao 

Galleria di fotografie della salita invernale con le ciaspole o racchette da neve al rifugio Antelao. Nel meraviglioso mondo delle Dolomiti, una montagna si distingue per la sua potenza, per la sua struttura compatta, che converge in un solo vertice, una grande vetta di forma piramidale: l' Antelao. E' la montagna più alta del Cadore, seconda nelle Dolomiti, soltanto alla Marmolada.     I suoi versanti sono solcati da ripidi canaloni, colatoi nevosi che alimentano due ghiacciai o da lastroni rocciosi, chiamati Laste. Soltanto verso verso sud-est l' Antelao presenta un versante più dolce, dalla cima Fanton, la vetta orientale della montagna, le pareti sono più articolate, le balze rocciose si alternano a ripidi pendii ghiaiosi, che scendendo si trasformano in dolci piani, in direzione del crinale del Monte Tranego, e della sottostante Valle di Cadore. Su questo versante orientale dell' Antelao si trovano molte stradine forestali e sentieri, che d'inverno consentono di effettuare belle "ciaspolate" con le racchette da neve. Alle pendici della dorsale delle Crode di San Piero, dove iniziano bellissimi alpeggi, si trova la Sella Pradonego, al cui centro si pone il rifugio Antelao, meta di una interessante escursione invernale con le ciaspole, straordinario punto panoramico verso il gruppo Marmarole meridionali e ovviamente sul "Re delle Dolomiti": l' Antelao.  Eccezionali condizioni nevose hanno accompagnato la nostra escursione, un mondo silenzioso e candido, una gioia per la fotografia

PERCORSO - Si parte dalla frazione di Pozzale 1045 m. sopra il paese di Pieve di Cadore. L'escursione con le ciaspole inizia con una larga carrareccia, al primo bivio si gira subito a  sinistra, l'itinerario prosegue lungo il ripido versante meridionale del Monte Tranego, (sentiero CAI 252 / Alta Via 4 - 5), con lunghi tornanti si sale di quota e dopo circa 2 ore si raggiunge un'ampia sella sotto la cima del Monte Tranego 1849 m. dove si trova l'ex rifugio CAI De Pluri, oggi privato. Con una piccola deviazione si sale in vetta della montagna (15 minuti), per ammirare un grandioso panorama sulla catena dei Spalti di Toro, il monte Cridola e sul lago di Cadore. Si ritorna sulla stradina principale, e con alcuni facili saliscendi si raggiunge la forcella Antracisa 1693 m. dove è posto il rifugio Tita Pancera (chiuso). Con un lungo traverso in salita, alle pendici settentrionali del Monte Dionisio, si continua sino alla spaziosa Sella di Pradonego ed al Rifugio Antelao 1796 m.   Al centro di immacolati pendii, la posizione del rifugio è molto panoramica, verso est si ammira la maestosa piramide del Monte Antelao, mentre verso nord la vista spazia sulla catena delle Marmarole.

DISCESA - Si svolge lungo l'itinerario di salita. 

ATTREZZATURA TECNICA - La classica dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, ramponcini leggeri, l'ARVA, la pala e la sonda.

DESCRIZIONE DIFFICOLTA' - L'escursione con le ciaspole nelle Dolomiti, al rifugio Antelao, non presenta difficoltà tecniche, l'itinerario risulta  però discretamente lungo e faticoso.

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RIFUGIO ANTELAO

   

    Escursione con le ciaspole al rifugio Antelao     

  

 

 

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Tempo  salita: 3,00 h  
Tempo  discesa: 2,30 h  

Dislivello salita:       

750 m. 

Dislivello discesa:

750 m. 

Difficoltà:       

facile 

Note:

Discretamente lunga

Sviluppo: 12 Km.

 RIFUGIO ANTELAO Il rifugio Antelao

 

Cartografia

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 016 Dolomiti del Centro Cadore 

DATA escursione:

8 marzo 2009 

Monte ANTELAO Monte Antelao 

IMPORTANTE: Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, esperienza e del buon senso. Le indicazioni riportate si riferiscono allo stato del percorso al momento in cui l'escursione è stata effettuata, in caso di ripetizione bisogna pertanto verificare preventivamente lo stato e la percorribilità dell’itinerario. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. Anche l'escursionista con le ciaspe è soggetto al rischio valanghe! Non bisogna lasciarsi ingannare dal percorso agevole: il giudizio "facile" non è sinonimo di "sicuro". L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA (assieme alla sonda ed alla pala) è fortemente consigliato all’escursionista invernale,  il quale deve anche conoscere i temi fondamentali della sicurezza, conoscere i meccanismi della formazione del manto nevoso e delle valanghe. Ed inoltre, prima di ogni escursione invernale, bisogna consultare (sempre!!) il bollettino nivometereologico. www.aineva.it  

Modalità per chiamare il Soccorso Alpino

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