la sommità del monte Casella di Fuori  DOLOMITI - Salita con le ciaspole al monte Casella di Fuori 2.004 m.

    Galleria di fotografie e descrizione della salita invernale con le ciaspole o racchette da neve al monte Casella di Fuori (Aussergsell), nelle Dolomiti di Sesto. La montagna domina un tratto della Val Pusteria, sopra i paesi di Moso e Sesto ed è l'altura più settentrionale del regale Gruppo dei Tre Scarperi. Le sue pendici sono ricoperte da fitti boschi, mentre la sommità è ampia e solare, formata da una serie di dolci praterie chiamati, i prati di Monte Casella. Quando d'inverno la neve scende e ricopre questi grandi pascoli, il paesaggio diventa un vero paradiso per gli appassionati delle ciaspole. Straordinario il panorama dalla vetta.

    ACCESSO -  Da Sesto in Val Pusteria si prosegue sulla strada in direzione di San Candido, fino alla località di Alte Säge (vecchia segheria), vicino all'imbocco della Val Campo di Dentro,  dove si parcheggia in un ampio piazzale.  

    ITINERARIO - Dietro gli edifici della vecchia segheria, Alte Säge 1.259 m. e di un ristorante, si devia a sinistra, si attraversa un ponte (attenzione alla pista di sci da fondo) e dopo un centinaio di metri s'incontrano le indicazioni per la salita al monte Casella di Fuori (sentiero CAI 12). Il primo tratto dell'itinerario è discretamente ripido, all'interno di un canale, e dopo una ventina di minuti si raccorda con una strada forestale. Si prosegue sulla larga carrareccia, con una pendenza costante e diversi tornanti. La salita, nei primi mesi dell'inverno, si effettua tutta all'ombra delle alte conifere che ricoprono il versante della montagna, rivelandosi un pò monotona e con pochi scorci verso la valle e le cime circostanti. Finalmente, dopo quasi due ore, si esce al sole nei pressi di alcune baite, che introducono ai prati di Casella di Fuori. Ampie praterie ricoperte di neve vergine regalano quadri invernali molto suggestivi. Si risalgono alcuni dossi immacolati, per raggiungere la sommità del Monte Casella di Fuori 2.004 m. Il colpo d'occhio che offre la vetta è grandioso, ripaga ampiamente la fatica della lunga salita. Verso occidente, si osserva la lunga catena del Gruppo Baranci, con le articolate vette di Cima Bulla, Cima Piatta Alta, della Croda e della Rocca dei Baranci. Di fronte alla vetta, verso meridione, si ammira il castello pietrificato delle Cime di Sesto, slanciato avancorpo della straordinaria corona di torri, guglie e pinnacoli che formano la vetta dei Tre Scarperi. Infine, leggermente più lontane due famose cime dolomitiche, la Croda Rossa di Sesto e Cima Undici.

    DISCESA - Il ritorno viene effettuato lungo lo stesso percorso dell'andata. Per evitare il canale iniziale, si prosegue in discesa fino al primo bivio con la strada forestale e si devia a sinistra per imboccare un'altra traccia (sentiero CAI 1c), che taglia il versante ovest della montagna e si rivela più dolce. Rapidamente si scende fino ad incrociare il sentiero (CAI 105) che risale la Val Campo di Dentro. Un breve tratto a fianco del rio Campo di Dentro, conduce nuovamente al parcheggio della vecchia segheria.

    ATTREZZATURA TECNICA - La classica dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, l'ARTVA, la pala e la sonda.

    DESCRIZIONE DIFFICOLTA' - La salita invernale al Monte Casella di Fuori non presenta difficoltà tecniche, ma diventa leggermente impegnativa per la lunghezza del percorso.

 

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   Salita con le ciaspole al Monte Casella di Fuori 

 

 

 

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Tempo  salita: 2,30 h 
Tempo  discesa: 1,40 h 
Dislivello salita:   750 m. 
Dislivello discesa: 750 m. 
Difficoltà:   medio-facile
Note: Sviluppo circa 10,5 Km. 

Il Gruppo Rondoi-Baranci I Prati del monte Casella di Fuori, sullo sfondo il Gruppo Rondoi-Baranci

 

CARTOGRAFIA

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 010 Dolomiti di Sesto 

DATA escursione:

20 gennaio 2019 

 

IMPORTANTE: Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, esperienza e del buon senso. Le indicazioni riportate si riferiscono allo stato del percorso al momento in cui l'escursione è stata effettuata, in caso di ripetizione bisogna pertanto verificare preventivamente lo stato e la percorribilità dell’itinerario. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. Anche l'escursionista con le ciaspe è soggetto al rischio valanghe! Non bisogna lasciarsi ingannare dal percorso agevole: il giudizio "facile" non è sinonimo di "sicuro". L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA (assieme alla sonda ed alla pala) è fortemente consigliato all’escursionista invernale,  il quale deve anche conoscere i temi fondamentali della sicurezza, conoscere i meccanismi della formazione del manto nevoso e delle valanghe. Ed inoltre, prima di ogni escursione invernale, bisogna consultare (sempre !!) il bollettino nivometereologico. www.aineva.it  

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