Salita alla forcella di Santa Croce DOLOMITI - Salita con le ciaspole alla Forcella di Santa Croce (Ju dla Crusc)  2.612 m. 

    Galleria di fotografie e descrizione della salita invernale con le ciaspole o racchette da neve alla Forcella di Santa Croce (Ju dla Crusc). La bellissima Alpe di Fanes situata ad una quota media di 2.000 metri è divisa dal Passo di Limo in due vasti altipiani, ad oriente l'Alpe Fanes Grande (Munt de Gran Fanes) delimitata dalla catena montuosa della Furcia Rossa, monte Castello, Cavallo e Punte di Fanis. Ad occidente invece si trova l'Alpe di Fanes Piccola (Pices Fanes), un immenso tavolato roccioso che termina a nord-ovest con un'immensa muraglia, formata da alcune importanti montagne: il Sasso delle Nove (Sass da les Nü) , il Sasso delle Dieci (Sass da les Diesc), e il monte Cavallo (Piz dl' Ciaval). Tutte assieme compongono quella straordinaria e antichissima barriera corallina di dolomia chiamata il Sasso di Santa Croce (Sas dla Crusc, Kreuzkofel in tedesco), che domina la Val Badia. L'imponente e verticale cresta di vette ha un "punto debole", la Forcella di Santa Croce 2.612 m. (Ju dla Crusc) che d'estate permette l'accesso dalla Val Badia. In inverno è la meta di una bellissima "ciaspolata", che parte dai rifugi dell'Alpe, traversa le immacolate distese dell'altopiano e infine conduce allo straordinario punto panoramico della forcella.

    PERCORSO - Dal rifugio Lavarella 2.042 m. inizia l'escursione con le ciaspole, in direzione nord, verso l'altopiano superiore chiamato "Pices Fanes". Il primo tratto di salita è discretamente ripido, la traccia risale a fianco delle caratteristiche stratificazioni rocciose chiamate anche il "Parlamento delle Marmotte", teatro delle più belle leggende ladine sul popolo dei Fanis. Dopo circa 200 metri di dislivello si raggiunge l'infinito candido manto ai piedi del Sasso delle Nove e del Sasso delle Dieci. Si prosegue, mantenendo la sinistra, in direzione sud-ovest sul sentiero CAI N° 7, attraverso valloni, piccoli dossi, in un continuo sali-scendi sulle accentuate ondulazioni dell'altopiano, che in caso di mancanza della traccia, diventa un pochino problematico per l'orientamento (assolutamente sconsigliato in caso di nebbia). Alla fine del lungo traverso si raggiunge un'ampia conca, dove d'estate si trova il lago Parom, allo sbocco dell'omonima valle. Qui s'interseca il sentiero CAI N° 12, sul quale si prosegue in dolce salita. In seguito, tralasciata l'indicazione a sx. verso la Forcella de Medesc, la traccia inizia a salire con una pendenza più accentuata, supera diversi piani inclinati e alla fine conduce alla Forcella di Santa Croce 2.612 m. (in ladino: Ju dla Crusc, in tedesco: Kreuzkofelscharte).

Straordinaria vista aerea su tutta la Val Badia e molte cime dolomitiche. In caso di tempo a disposizione e buone condizioni meteorologiche si può continuare verso la cima del monte Cavallo 2.907 m. (Ciaval - Heligkreutzkofel).

    DISCESA - Per il ritorno si utilizza tutta la traccia del sentiero CAI N° 12, fino ai rifugi dell’Alpe di Fanes, realizzando in questo modo un itinerario ad anello. Si scende lungo lo stesso itinerario di salita fino alle vicinanze della conca del lago Parom. Qui si tralascia la traccia del sentiero CAI N° 7 (percorsa all’andata) e si prosegue in leggerissima discesa sempre sulla traccia CAI N° 12, fino a raggiungere un bellissimo pulpito panoramico su tutta l’Alpe di Fanes Piccola. Ammirato lo scenario, si affronta la discesa finale attraverso un costone boscoso. La presenza di rami, mughi e grandi massi, rende la progressione discretamente impegnativa, ma molto suggestiva, poiché le radici di alcuni pini avvinghiati alle rocce, creano immagini affascinanti che ricordano le leggende del popolo ladino dei Fanes (Questo tratto affrontato in salita, senza traccia, può creare problemi d’orientamento). Alla fine si raggiunge la conca del Lago Verde con i rifugi Fanes e Lavarella.

    ATTREZZATURA TECNICA - La classica dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, ramponcini leggeri, l'ARVA, la pala e la sonda.

   DESCRIZIONE DIFFICOLTA' - La salita invernale con le ciaspole alla Forcella di Santa Croce (Ju dla Crusc) è un'escursione di media difficoltà, discretamente lunga. E’ necessario conoscere molto bene l'itinerario, poiché sia la traversata dell’altopiano (all’andata), sia la discesa attraverso il pendio boscoso (al ritorno), possono presentare problemi d’orientamento. Escursione da farsi soltanto con buone condizioni meteo e manto nevoso ben assestato. Ricordiamo infatti, che sull'Alpe di Fanes, nonostante le condizioni ambientali siano ideali per le escursioni con le ciaspole, il pericolo di slavine è sempre presente. Non esistono pendii assolutamente sicuri, a causa dei venti assai mutevoli e della diversa consistenza della neve, (che forma strati sovrapposti poco aderenti), si possono avere slittamenti di banchi nevosi praticamente in qualsiasi esposizione. Infine ultima raccomandazione, attenzione alle infide cornici di neve in prossimità della forcella, nascondono i paurosi dirupi che precipitano sopra la Val Badia.

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     Salita con le ciaspole alla Forcella di Santa Croce (Ju dla Crusc)

                             

Dislivello salita:       

 650 m. 

Dislivello discesa:

 650 m. 
Tempo salita:  4,00 h
Tempo discesa:  2,30 h

Difficoltà:       

 media

Note:

Escursione lunga e faticosa

Salita all'Alpe di Fanes Piccola Salita all'Alpe di Fanes Piccola 

CARTOGRAFIA

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio     07 Alta Badia 

DATA escursione:

12 marzo 2016 

Verso la forcella di Santa Croce Verso la forcella di Santa Croce

IMPORTANTE: Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, esperienza e del buon senso. Le indicazioni riportate si riferiscono allo stato del percorso al momento in cui l'escursione è stata effettuata, in caso di ripetizione bisogna pertanto verificare preventivamente lo stato e la percorribilità dell’itinerario. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. Anche l'escursionista con le ciaspe è soggetto al rischio valanghe! Non bisogna lasciarsi ingannare dal percorso agevole: il giudizio "facile" non è sinonimo di "sicuro". L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA (assieme alla sonda ed alla pala) è fortemente consigliato all’escursionista invernale,  il quale deve anche conoscere i temi fondamentali della sicurezza, conoscere i meccanismi della formazione del manto nevoso e delle valanghe. Ed inoltre, prima di ogni escursione invernale, bisogna consultare (sempre!!) il bollettino nivometereologico. www.aineva.it  

Modalità per chiamare il Soccorso Alpino

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