ALPI CARNICHE - Escursione con le ciaspole ai Rifugi Lambertenghi-Romanin e Pichl

Galleria di fotografie della salita invernale con le ciaspole, racchette da neve, ai rifugi Lambertenghi-Romanin e Pichl. La catena principale delle Alpi Carniche, confine naturale tra l'Italia e l'Austria, è caratterizzata principalmente da alpeggi, boschi e vette prative. Nasconde però al suo interno un castello di cime calcaree, che fanno da anfiteatro ad una gemma incastonata tra le verticali pareti delle montagne: il lago di Volaia. La grandiosa muraglia dei Monti Volaia, che dominano un bellissimo alpeggio austriaco chiamato Obere Wolayer Alpe, termina ad est con la cima Capolago, (Seekopf) sull'ampio Passo di Volaia. Qui, in territorio austriaco, si trova il Wolayer See, lago di Volaia, uno dei più suggestivi scenari delle Alpi Carniche. A cavallo del Passo di Volaia, alle pendici della montagna più alta del Friuli Venezia Giulia: il Monte Coglians, (Hohe Warte) si trovano due rifugi, a sud il rifugio italiano Lambertenghi-Romanin, a nord, sulle sponde del lago, il rifugio austriaco Eduart Pichl. Di origine glaciale, questo specchio d'acqua d'estate è stupendo, ma nella stagione invernale il suo fascino aumenta, lontano dal flusso turistico, ricoperto da una candida neve, sovrastato da ripide montagne e cascate di ghiaccio.               Il paradiso della fotografia. Raggiungere con le ciaspole, racchette da neve, i rifugi Lambertenghi-Romanin, Pichl ed il lago di Volaia è una escursione invernale entusiasmante, per la bellezza del paesaggio e per la possibilità di camminare in un ambiente solitario e selvaggio. Seppur le Alpi Carniche si prestano favorevolmente alle escursioni con le ciaspole, offrendo itinerari che partono direttamente dai paesi, in questo caso, per raggiungere i due rifugi, dove l'ambiente è particolarmente severo, è indispensabile possedere capacità di valutazione della condizione della neve, per evitare di trovarsi in situazioni poco piacevoli.

PERCORSO- Dal paese di Forni Avoltri si segue la strada che conduce alla frazione di Collina e a seguire al Plan di Val di Bos ed al rifugio Tolazzi 1350 m. Calzate le ciaspole  inizia l'escursione su carrareccia, e dopo pochi tornanti, ad un bivio, evitata l'indicazione a destra per il rifugio Marinelli, si gira a sinistra (sentiero CAI 144). Lentamente si sale di quota nel bosco di abeti rossi e larici, lungo i regolari tornanti della strada forestale, avvicinandosi sempre di più alle propaggini meridionali del Monte Coglians.  Si attraversa il greto del rio Landri,  la vegetazione si dirada, gli alberi ad alto fusto fanno posto ad una fitta mugheta e la strada si riduce a sentiero. L'itinerario prosegue con maggior pendenza, s'inizia a vedere il valico del passo di Volaia, e si segue con gli occhi un alto pulpito roccioso, dove si trova un sostegno della teleferica del rifugio. Raggiunta una zona aperta e senza vegetazione, la traccia sale ripida con stretti zig zag, su un pendio, soggetto in caso di neve non assestata, al pericolo di piccole valanghe. Con una discreta fatica si supera il tratto ripido, e raggiunta la quota della vecchia caserma della Guardia di Finanza, la traccia prosegue con pendenza poco accentuata in direzione del rifugio Lambertenghi-Romanin  1955 m. chiuso.(2 ore circa)

Dal rifugio si sale ancora un centinaio di metri per raggiungere il Passo Volaia, ed ammirare  lo straordinario panorama sul lago scintillante di neve vergine. Dalla parte opposta si osserva il rifugio austriaco Eduart Pichl e un grande obelisco, a ricordo dei caduti della Grande Guerra, qui particolarmente cruenta per la conquista dell'importante valico alpino. Una traccia aggira la sponda sinistra del lago, e conduce ad una piccola sella, dove arriva il sentiero austriaco dalla Lesachtal (sentieri 403-437- Traversata Carnica). E' questo un punto panoramico unico, verso la possente muraglia dei Monti Volaia, un anfiteatro roccioso che inizia dallo spigolo del Monte Capolago, prosegue con le aguzze vette del Monte Canale, del Sassonero, della cima del Volaia e termina al passo Giramondo.   Un piccolo tratto separa la sella dal Rifugio Eduart Pichl 1959 m. chiuso. Per rientrare al Passo Volaia è consigliabile seguire la traccia sulla sponda destra del lago, in modo da fare il giro completo di questo magnifico bacino glaciale, magari nella neve fresca, ed una volta raggiunto il passo salire al crocefisso sotto l'immensa parete nord del Monte Coglians.

DISCESA - La discesa si svolge lungo lo stesso itinerario della salita. 

ATTREZZATURA TECNICA - La classica dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, ramponcini leggeri, l'ARVA, la pala e la sonda.

DESCRIZIONE DIFFICOLTA' - La salita ai rifugi Lambertenghi-Romanin, Eduart Pichl ed al Lago di Volaia sulle Alpi Carniche, con le ciaspole, racchette da neve è facile. Esiste però una zona critica: il ripido pendio finale sotto il rifugio Lambertenghi-Romanin. L'assenza di vegetazione e l'accentuata pendenza del versante, in caso di neve non assestata, possono essere la causa del distacco di piccole valanghe. 

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LAGO DI VOLAIA

     Escursione con le ciaspole

     ai Rifugi Lambertenghi-Romanin e Pichl   

                                                     

 

 

 

 

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Tempo salita: 2,30 h  
Tempo discesa: 2,00 h

Dislivello salita:       

630 m. 

Dislivello discesa:

630 m. 

Difficoltà:       

facile / medio

Note:

Escursione da farsi soltanto con manto nevoso ben assestato

CIMA CAPOLAGO La Cima Capolago (Seekopf)

 

CARTOGRAFIA

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 09 Alpi Carniche 

DATA escursione:

16 gennaio 2010 

PASSO DI VOLAIA Passo di Volaia e la parete nord del Monte Coglians 

 

IMPORTANTE: Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, esperienza e del buon senso. Le indicazioni riportate si riferiscono allo stato del percorso al momento in cui l'escursione è stata effettuata, in caso di ripetizione bisogna pertanto verificare preventivamente lo stato e la percorribilità dell’itinerario. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. Anche l'escursionista con le ciaspe è soggetto al rischio valanghe! Non bisogna lasciarsi ingannare dal percorso agevole: il giudizio "facile" non è sinonimo di "sicuro". L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA (assieme alla sonda ed alla pala) è fortemente consigliato all’escursionista invernale,  il quale deve anche conoscere i temi fondamentali della sicurezza, conoscere i meccanismi della formazione del manto nevoso e delle valanghe. Ed inoltre, prima di ogni escursione invernale, bisogna consultare (sempre!!) il bollettino nivometereologico. www.aineva.it  

Modalità per chiamare il Soccorso Alpino

ITALIA : 118

SLOVENIA: 112

AUSTRIA: 140