ALPI CARNICHE - Escursione con le ciaspole alla Casera Tuglia 

Galleria di fotografie della salita invernale con le ciaspole, racchette da neve, alla Casera Tuglia. Le Alpi Carniche hanno una conformazione morfologica dolce: sono caratterizzate da infiniti boschi e vette prative, le quali fanno da cornice ad ampie vallate. Una di queste prende il nome dal fiume Piave. Chiamato anticamente Flavio, nasce ai piedi del Monte Peralba, al centro di una piccola radura paludosa, una stele indica la culla del più "Sacro" fiume italiano, famoso per le vicende belliche che si sono svolte sulle sue sponde durante la Grande Guerra. Al centro della Valle del Piave si trova il paese di Sappada, gli abitanti discendono da una colonia tirolese stabilitasi nell'ampia vallata intorno all'anno mille. Originari dal paese austriaco di Willgraten, avrebbero raggiunto questa zona allo scopo di scavare le miniere del monte Ferro. Scoperta la vallata avrebbero costruito nel tempo un villaggio e si sarebbero dedicati anche all' allevamento del bestiame. L' antica appartenenza, con caratteri linguistici tedeschi, avrebbe inoltre dato origine a molte tradizioni e leggende. Le montagne che formano la catena spartiacque tra la val Pesarina e la Val Piave, il monte Tuglia, il monte Geu e il Pic Chiadenis, prendono il nome proprio da una antichissima leggenda. Alle pendici di queste montagne una serie di sentieri e carrarecce collegano panoramici alpeggi e terrazze prative, dove si trovano malghe e casere. Quando d'inverno la neve copre tutto con uno spesso mantello bianco, questi sentieri diventano un terreno ideale per camminare con le ciaspole, permettono di scoprire il silenzio dei boschi, di osservare le tracce lasciate dagli animali, in cerca di cibo e soprattutto di procedere su un manto nevoso immacolato, una gioia per la fotografia. La bella terrazza panoramica della Casera Tuglia è la meta di una facile "ciaspolata" con le racchette da neve. Una lunga traversata dal paese di Cima Sappada a Forni Avoltri, consente di raggiungere la casera, con un itinerario che effettua il periplo del Monte Tuglia, il quale svetta superbo e solitario come un piccolo Cervino alla testa della valle. 

PERCORSO - Dal paese di Forni Avoltri sulla strada in direzione di Cima Sappada, si raggiunge il Centro di Biathlon dei Piani di Luzza 1040 m. Nell'ampio parcheggio si calzano le ciaspole. Attraversate le piste da fondo (attenzione a non distruggere le tracce battute con le ciaspe), l'itinerario punta verso ovest, dove inizia una larga carrareccia (sentiero CAI 230), che con tornanti regolari, ma sempre più ripidi, permette di guadagnare quota. La faticosa salita termina alle pendici del Monte Geu, quando la strada forestale interseca il sentiero che giunge da Cima Sappada (sentiero CAI 320). Da quì, l'escursione prosegue con un bel traverso sul versante settentrionale del monte, la traccia segue un andamento quasi orizzontale molto panoramico sui sottostanti Piani di Luzza, soltanto alcuni alberi ad alto fusto caduti sul sentiero, costringono a qualche passo atletico per superare gli ostacoli. Lentamente il bosco inizia a diradarsi e lascia il posto a suggestivi alpeggi ricoperti di neve candida, la traccia con pendenza moderata si fa strada nella neve fresca e con due lunghi tornanti raggiunge la Casera Tuglia 1597 m. (chiusa). Bellissimo panorama verso il Monte Cimon, l'aguzza vetta del Geu, la catena del Siera e la conca di Sappada. Dalla casera si continua in direzione ovest, (sentiero CAI 229) con un lungo tratto in falsopiano si supera la Sella di Tuglia 1618 m. e si continua su candide praterie fino al posto chiamato Malpasso. Superato il valico, la strada inizia a scendere, con lunghi tornanti, in leggera pendenza, mentre il panorama cambia velocemente e la vista ora, spazia sui Monti di Volaia. Entrati in un bellissimo bosco di abeti rossi e abeti bianchi, si attraversa un ampio pendio libero dalla vegetazione, che una volta ospitava la Casera Col di Mezzodì Alta (oggi scomparsa), e si prosegue sulla comoda stradina in direzione dell'ampia terrazza dove si trova la casera Col di Mezodì Bassa (chiusa). Inizia dalla casera l'ultimo tratto, caratterizzato da stretti e ripidi tornanti, che consentono di scendere a valle, quì la carrareccia costeggia prima un tratto del torrente Degano ed infine lo supera, raggiungendo il paese di Forni Avoltri  888 m.

DISCESA - Traversata dai Piani di Luzza al paese di Forni Avoltri. Consigliato di avere due automobili.

ATTREZZATURA TECNICA - La classica dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, ramponcini leggeri, l'ARVA, la pala e la sonda.

DESCRIZIONE DIFFICOLTA' - La traversata dai Piani di Luzza al paese di Forni Avoltri attraverso il Passo e la Casera Tuglia, nelle Alpi Carniche, è una escursione con le ciaspole facile.

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  Escursione con le ciaspole alla casera Tuglia     

 

 

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Tempo  salita: 2,15 h  
Tempo  discesa: 2,30 h  

Dislivello salita:       

580 m. 

Dislivello discesa:

740 m. 

Difficoltà:       

facile 
Sviluppo: 12 Km.

Cartografia

Ed. Tabacco 1:25.000    Foglio 01 Sappada - Forni Avoltri 

DATA escursione:

24 gennaio 2010 

MONTE TUGLIA Il Monte e la casera Tuglia

La leggenda di Geu, Linc e Tuglia. 

 Tanto tempo fa, gli abitanti del Comelico e quelli di Sappada, litigavano spesso per la proprietà degli alpeggi posti sulla cresta che separono le due valli. I vecchi saggi di Sappada decisero di eleggere un capo che d'autorità mettesse fine alla disputa. La tradizione imponeva, che diventasse capo, colui che avesse preso con l'arco, più pernici in un giorno. Rimasero a sfidarsi due forti giovani di Sappada: Geu e Linc. Ma il premio finale non era solo il diventare capo, ma anche il cuore di una bellissima ragazza: Tuglia. Il giorno della sfida Tuglia accompagnò Linc alle pendici dei monti, e rimase a guardia dei cavalli. Quando la contesa stava premiando Linc, Geu preso dall'invida, spinse il rivale in un burrone, dove alcuni mughi lo salvarono da una fine certa. Geu ritornò da Tuglia, convinto che Linc fosse morto, le racconto che il rivale era scappato dalla vergogna per aver perso la sfida. Un fortissimo temporale costrinse i due giovani a ripararsi in una baita, un fulmine colpì la cima di un monte, provocando una frana, che uccise Tuglia e ferì gravamente Geu, che nel tentativo di ritornare a valle, mori stremato su un passo montano. Nel frattempo Linc rinvenne dallo svenimento, trovò Tuglia morta e dal dolore scomparve tra i monti. In seguito alcuni pastori trovarono Linc che viveva di stenti,  distrutto dal dolore, poichè si riteneva colpevole della morte della ragazza. " Chei Crets a son lis sos chjadenis", quelle cime sono le sue catene, dissero e da quel giorno quella zona si chiamò Pic Chiadenis. La montagna da cui si staccò la frana e uccise la fanciulla, prese il nome di monte Tuglia, mentre il valico dove fu ritrovato Geu venne detto Malpasso.   

IMPORTANTE: Chi affronta gli itinerari descritti in questo sito lo fa sulla base della propria capacità, esperienza e del buon senso. Le indicazioni riportate si riferiscono allo stato del percorso al momento in cui l'escursione è stata effettuata, in caso di ripetizione bisogna pertanto verificare preventivamente lo stato e la percorribilità dell’itinerario. Gli autori declinano ogni eventuale responsabilità. Anche l'escursionista con le ciaspe è soggetto al rischio valanghe! Non bisogna lasciarsi ingannare dal percorso agevole: il giudizio "facile" non è sinonimo di "sicuro". L'utilizzo e il corretto uso dell'ARVA (assieme alla sonda ed alla pala) è fortemente consigliato all’escursionista invernale,  il quale deve anche conoscere i temi fondamentali della sicurezza, conoscere i meccanismi della formazione del manto nevoso e delle valanghe. Ed inoltre, prima di ogni escursione invernale, bisogna consultare (sempre!!) il bollettino nivometereologico. www.aineva.it  

Modalità per chiamare il Soccorso Alpino

ITALIA : 118

SLOVENIA: 112

AUSTRIA: 140